Modem liberoQuante centinaia e centinaia di euro paghiamo per affittare il modem che l’operatore ci propina con la sua offerta per l’accesso ai canali ADSL ed in Fibra Ottica? E soprattutto, perché dobbiamo sottostare ad una politica che ci costringe ad una silenziosa accettazione di questa condizione?

Fondamentalmente è questa la domanda a cui si intende rispondere con il nuovo movimento #modemlibero, lanciato mesi fa e finalmente pronto a far valere ufficialmente la sua voce attraverso gli organismi di tutela nazionali e le associazioni come Aires-Confcommercio.

 

Modem Libero: io voglio poter scegliere

Conti alla mano, la sottoscrizione di un contratto Fibra o ADSL viene a costare uno sproposito per almeno 48 mesi dall’attivazione. Questo perché il gestore prevede che l’utente debba obbligatoriamente ottenere il modem in comodato d’uso.

Possiamo scegliere se rinunciare a questo componente acquistando una soluzione a nostra scelta che, a parità di prezzo, garantisce migliori performance ed un più ampio margine di personalizzazione per le funzioni? Al momento non è possibile.

Una situazione simile si ripercuote negativamente su ogni fronte. Da un lato viene limitata l’azione dell’utente nella scelta delle apparecchiature e, dall’altro, si registra un drastico calo delle vendite per i produttori di terze parti che, nel solo 2017, hanno registrato un dato negativo del 34% rispetto all’anno precedente. Il Direttore Generale e Consigliere della Aires-Confcommercio, Davide Rossi, ha espresso il suo giudizio in merito all’apparente disinteresse della maggior parte dei vendor di terze parti, dicendo che:

“Rappresentiamo una categoria di operatori economici in totale trasparenza. L’Alleanza per il modem libero coinvolge l’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati (AIRES Confcommercio), il distributore ALLNET, l’Associazione dei Provider Indipendenti (ASSOPROVIDER), il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e l’Associazione dei Produttori di Terminali di Telecomunicazioni (VTKE) e altri. Tranne AVM, gli altri non si sono minimamente posti il problema”

Si tratta di senz’altro di un argomento che in ambito telefonia mobile avrebbe avuto notevoli ripercussioni. Risulta davvero strano il fatto che i produttori diano il loro tacito assenso. Il Direttore si è detto stupito di un simile comportamento ed ha rimarcato la mancanza di una delibera AGCOM che risulta in ritardo di ben 3 mesi dalla data di prima consultazione pubblica sull’argomento.

Entro fine mese potremmo avere una soluzione definitiva al problema, in vista di un consiglio che potrebbe rappresentare l’occasione ideale per risolvere la questione. In listavi sarebbero altri temi prioritari, ma si spera di risolvere la cosa portandola all’attenzione di chi di dovere nel contesto della relazione annuale di luglio.

Il #modemlibero potrebbe diventare presto un obbligo per i provider di rete, ma ci si chiede se, in effetti, questo possa avere risoluzioni positive per noi utenti finali a livello economico, visto che i gestori hanno ben pensato di estromettere il costo del router mascherandolo dietro un contributo di attivazione che passa da zero euro ad una tantum dilazionata in rate da 48 mesi.