Android-KitKat-Update

Gli aggiornamenti. Un argomento su cui è bene fare chiarezza una volta per tutte, almeno spero, visto che ciò che ci viene chiesto più spesso e a volte anche con insistenza è quando arriverà un determinato aggiornamento e per un determinato dispositivo.

Premetto che noi di TecnoAndroid, come chiunque altro “lavori” in questo settore, non abbiamo la sfera di cristallo e non veniamo informati in anteprima dalle case produttrici, magari lo fossimo!

Quello che facciamo è ricercare continuamente, incessantemente e in modo maniacale notizie al riguardo per informarvi quanto prima della disponibilità di un nuovo aggiornamento.

Detto questo, cerchiamo di capire come avviene un aggiornamento e a chi arriva. L’ultima versione di Android a cui si stanno lentamente aggiornando i dispositivi è la 4.4 KitKat. Ora, questo non vuol dire che tutti gli smartphone e tablet del pianeta verranno aggiornati a questa ultima release Android. Da cosa dipende questo?

I motivi sono molteplici e, ovviamente, non riguardano solo l’aspetto tecnico ma anche quello economico-commerciale. Le case produttrici di smartphone ci tengono a spingere le vendite degli ultimi modelli per cui sono questi quelli che vengono aggiornati per primi.

E tra gli ultimi modelli vengono aggiornati prima i top di gamma poi i mid-range cioè quelli di fascia media e difficilmente, quasi mai, gli entry level, quelli più economici. Dopo questi poi si passa ai dispositivi che sono usciti da poco e così via fino, al massimo, a quelli che hanno 18 mesi di vita, tempo massimo ammesso da Google per l’aggiornamento di un device.

La questione non finisce qui, perché tra i vari dispositivi bisogna distinguere tra i Nexus, i Google Play Edition, i no brand e quelli brand. Qual è la differenza tra questi probabilmente molti di voi lo sapranno, però, non tutti quindi chiariamo anche questo concetto.

I Nexus sono i device realizzati da Google in collaborazione con aziende come LG, Samsung e ASUS e venduti direttamente da Google stessa. Montano una versione Android cosiddetta stock cioè senza personalizzazioni e sono aggiornati per primi proprio per questi due motivi: versione Android stock e proprietà di Google.

Esistono poi le versioni Google Play Edition che sono proprietà delle aziende, Samsung, LG e HTC in questo caso, che montano una versione Android senza personalizzazioni delle case e quindi anche in questo caso stock e sono aggiornate immediatamente dopo, o quasi in contemporanea, con i Nexus.

Infine abbiamo i dispositivi con versioni Android che hanno le personalizzazioni delle case che li producono e che per questo ad ogni nuova release devono essere “manipolati” dalle aziende per inserire tali personalizzazioni, questo comporta una perdita di tempo che fa arrivare l’update in ritardo rispetto alle altre versioni di cui abbiamo parlato sopra.

Tra questi poi va fatta, ancora, la distinzione tra smartphone brand e quelli no brand, cioè tra quelli che portano il marchio di una compagnia telefonica oppure no. Questo porta ulteriori ritardi nella distribuzione dell’aggiornamento perché richiede una ulteriore personalizzazione del brand a cui fa capo.

Al riguardo è interessante l’infografica rilasciata da HTC qualche tempo fa in cui si mostra come avviene l’aggiornamento di un device quando viene rilasciata da Google una nuova release Android.

Sono sette i passaggi necessari per arrivare all’utente finale per i Nexus e dodici per un dispositivo brandizzato. L’infografica mostra anche come un update sia poi condizionato dal produttore del processore che può anche decidere di non aggiornare il proprio chipset per quella versione Android per cui tutti questi dispositivi restano fermi alla penultima versione rilasciata.

Ora tenuto conto di tutto questo bisogna considerare anche che un aggiornamento non viene rilasciato immediatamente per tutti quelli che lo riceveranno e questa è una cosa voluta per verificare che l’update non abbia problemi, come avvenuto, ad esempio, per il Galaxy S3. Si inizia con l’aggiornamento del 7% dei dispositivi, se tutto va bene si procede poi con il 60%, poi con il 96% e infine con la totalità.

Spero di aver chiarito le idee a chi non era a conoscenza di questi retroscena legati ad un aggiornamento e che possa servire a quelli che lamentano lentezza nel ricevere gli aggiornamenti o che per il loro device non arrivi l’ultima release.