Ciò che provocò il disastro nucleare di Chernobyl ben 35 anni fa genera ancora terrore e allarme. Una paura sicuramente giustificata, soprattutto se pensiamo che la strage accaduta nel 1986 ha portato gravi conseguenze all’ecosistema (e non solo). La nuova ricerca condotta dagli scienziati dell’Università di Stirling ha rivelato infatti tassi di riproduzione dei bombi alterati.
Guidato dalla dott.ssa Katherine Raines della Facoltà di scienze naturali, lo studio svela che i bombi esposti a radiazioni a livelli più elevati di Chernobyl (50-400 µGyh-1) sperimentano un rallentamento della crescita delle colonie. Ma non solo. Perché a tardare troviamo anche il fattore impollinazione, dovuto al minor numero di insetti impollinatori.
