Uno dei temi da sempre più spinosi in campo tecnologico sono le batterie, le note celle energetiche infatti, costituiscono una delle componenti più importanti di molti device, dal momento che ne consentono il funzionamento a tutti gli effetti offrendo loro l’energia necessaria.

Nonostante la loro indubbia importanza però, la ricerca per riuscire a produrre modelli in grado di superare i limiti dei modelli attuali non è stata ancora in grado di offrire un nuovo prototipo alle aziende in grado di far fare il salto di qualità che nel 2020 tutti ci aspettiamo.

Una possibile novità sembrerebbe arrivare dall’università di Bristol, alcuni ricercatori infatti, sfruttando il Carbonio 14 derivato dal alcune scorie nucleari, avrebbero ideato un particolare tipo di batteria in grado di generare corrente per un incredibile numero di anni.

Diamanti e carbonio, un mix vincente

I ricercatori di Bristol hanno creato un prototipo sfruttando il Nickel-63 abbinato al Carbonio-14 rinchiusi in un nano guscio di diamante, ciò consentirebbe la creazione di una batteria che solo dopo 100 anni perderebbe il 50% della propria efficienza.

Il Carbonio 14 non sarebbe neanche relativamente difficile da ingabbiare nei diamanti, i quali andrebbero poi a bloccare ogni tipo radiazione emessa grazie alla loro struttura molecolare.

L’unico vero problema riguarda la quantità di energia prodotta, infatti la densità energetica non è ancora elevatissima dal momento che facendo un piccolo confronto, con un grammo di C14 si potrebbero generare 15 Joules al giorno per 5.730 anni, mentre con una batteria AA comune, 700 Joules per grammo con una durata di 24 ore.

I ricercatori dovranno dunque dedicare i loro sforzi principalmente sul rendere queste batterie più efficienti e anche più potenti.