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Da qualche giorno circolano su WhatsApp diversi audio, corredati dalla didascalia che recita:

“Ascoltate questa canzone con le cuffie (indossate entrambe le cuffie). È la nuova musica della Pentatonix, composta con tecnologia 8D. Ascoltatelo solo con le cuffie. Sarà la prima volta che sentirete questa canzone con il vostro cervello e non con le vostre orecchie. Sentirete la musica dall’esterno e non dalle cuffie. Sentite gli effetti di questa nuova tecnologia.”

Ed effettivamente l’impressione che si ottiene, ascoltando attentamente il brano contenuto nell’audio, è davvero insolita per chi è abituato all’effetto medio dato dalle normali cuffie, spesso auricolari o al massimo in ear.

Ma cosa c’è dietro questa tecnica e perché ha riscosso tanto successo?

Musica 8D, una denominazione impropria per un fenomeno ben preciso

Anzitutto, chiamarla musica 8D rappresenta un errore. Naturalmente è una sigla accattivante per attrarre subito l’attenzione del pubblico, ma a ben vedere non sarebbe possibile creare realmente “altre dimensioni” (e chi lavora con la musica lo sa) con soli 2 canali di trasmissione in cuffia.

Il termine corretto per questa tecnica corrisponde a musica binaurale, che può essere ottenuta ricreando uno spazio virtuale nella cuffia, andando ad agire con determinati effetti e anche sfumando la traccia musicale.

Nello specifico, una delle strategie maggiormente utilizzate corrisponde a far switchare il suono dall’uscita sinistra della cuffia alla destra, andando così a simulare il movimento all’interno di uno spazio ampio, in cui il suono appare limpido e cristallino.

Non sempre la resa dei brani in 8D risulta efficace, dal momento che non basta fare continuamente questo “giochetto” per ottenere effetti soddisfacenti, ma i brani che affollano il web e soprattutto le chat WhatsApp in questo momento sono piuttosto pregevoli, merito di un lavoro attento e accurato.