La nuova rete 5G sta arrivando sui mercati mondiali e in Italia ben cinque operatori offriranno (inizialmente) la nuova connessione all’interno del piano tariffario. Dall’asta per le frequenze tenutasi nell’Ottobre 2018 son uscite vincitrici infatti: Tim, Vodafone, Wind 3, Iliad e Fastweb.

Le prime celle sono già attive e lo sviluppo delle infrastrutture è stato molto celere anche sul nostro territorio. Sembra che davvero ora sia tutto pronto per la fruizione della rete iper-veloce.

Questo è stato possibile grazie anche al grande investimento monetario che le compagnie hanno sostenuto. Si parla infatti di una spesa complessiva di oltre 6,5 miliardi di Euro da parte di tutti gli operatori. Quasi tutti hanno dovuto cooperare per riuscire ad arginare le spese. Di fatto sappiamo che perfino le due rivali Tim e Vodafone abbiano dovuto unire le forze per far un fronte comune per una rete veloce, affidabile e sicura.

Tuttavia adesso, nonostante tutto ciò, c’è chi ritiene che la nuova connessione sia un pericolo per la salute dell’uomo. Occorre però fare un passo indietro e analizzare con calma la situazione.

 

Analizziamo la nuova connessione 5G

 

Iniziamo il discorso specificando che non si tratta di una evoluzione della “vecchia” linea 4G. il 5G ha caratteristiche nuove e innovative. Partiamo da una velocità incredibile in grado di raggiungere (nel tempo) i 20 e i 10 Gbps in Download e Upload dei contenuti sul Web per la navigazione. Consideriamo poi che le nuove frequenze andranno sui 300 GHz e non sulle semplici 5 GHz.

L’aspetto più importante però riguarda la latenza. Dai 4 ms attuali, gli scienziati stanno lavorando per portarla molto vicina al valore di 1 ms. Grazie a questa caratteristica sarà possibile lo sviluppo delle famose Smart Cities e dell’IoT necessario alle Smart Home.

Per assicurare una linea così potente e veloce però, gli operatori hanno dovuto installare celle ogni 500 o 1000 metri. I detrattori della nuova rete, hanno però paura che tali infrastrutture possano mettere a repentaglio la salute dell’uomo a causa della’ingente esposizione alle radiazioni.

Dalle prime ricerche è emerso che non c’è assolutamente motivo di preoccupazione per la salute dell’uomo; nonostante una prima ondata di critiche e di analisi negative condotte anche dal noto studioso Martin Pall, adesso sembra che siano tutti concordi nell’affermare che non vi saranno motivi per dubitare della connessione del futuro.