La nuova tecnologia 5G farà il suo ingresso sul mercato il prossimo anno, e nelle previsioni più ottimistiche si pensa addirittura alla fine di questo 2019.

Questa connessione trascinerà l’economia verso nuove frontiere, grazie alla possibilità di supportare intere filiere produttive a livello industriale. Ma soprattutto cambierà l’approccio verso il cittadino, dal momento che la nuova tecnologia consentirà l’integrazione di moltissimi servizi, tra cui la Smart security, il primo soccorso, l’automotive.

Per consentire a tutto questo di prendere avvio, appare quasi scontato che la potenza della rete debba essere nettamente superiore rispetto a quella dei predecessori 4G e 3G, non solo in termini di velocità, ma soprattutto di affidabilità, sicurezza e copertura.

Questo, però, potrebbe rivelarsi un dato non positivo, soprattutto per le conseguenze che avrebbe sull’organismo umano e sulla sua possibilità di continuare la specie.

5G: ci condannerà all’estinzione in pochi anni

Secondo lo scienziato Martin Pall, infatti, il nuovo standard di connessione mobile avrà alle proprie spalle un’infrastruttura talmente potente da risultare pericolosa per il numero di radiazioni emesse.

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Pall, professore emerito presso la Washington State University nonché uno dei maggiori esperti nello studio degli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul’organismo umano, dà ancora 7 anni di tempo alla specie umana, prima del’estinzione.

Questo perché, a suo parere ma anche a parere di moltissimi scienziati che aderiscono attualmente a questa linea di pensiero, l’infrastruttura del 5G emetterà radiazioni pericolose per l’organismo.

L’effetto più devastante potrebbe consistere nella perdita di capacità riproduttiva nell’uomo. Qualora infatti le radiazioni andassero a modificare il genoma, soprattutto a livello delle cellule germinali, queste cellule non risulterebbero più fertili e di conseguenza condannerebbero l’uomo a non potersi più riprodurre, determinando l’estinzione della razza umana.