La vendita degli smartphone premium è migliorata, nonostante una crisi generale. Questo grande salto è rappresentato in gran parte da Apple, con la metà della quota di mercato degli smartphone premium a livello mondiale. La metà rimanente è merito di Samsung, Huawei e un certo numero di OEM cinesi.

Huawei ha visto aumentare le prestazioni di vendita della serie Mate 20 e P20, consentendo di raggiungere una crescita annua del 97% e occupare il 10% del segmento. OnePlus, nel frattempo, ha preso d’assalto l’India e ha portato il mercato degli smartphone premium del Paese a raggiungere livelli record. Il mondo Android ha conquistato solo il 20% del mercato premium. Tuttavia, Samsung Galaxy Note8 e Galaxy Note9 hanno avuto un ruolo importante. Nel segmento con valore compreso tra 400 e 600 euro, OnePlus è stato il migliore. Questa è una vittoria significativa, poiché la fascia da 400 a 600 euro è la più grande.

Il mercato globale degli smartphone ha subito dei cali, ma non vale lo stesso per il segmento premium

La sezione con prezzi dai 200 euro in giù ha registrato la perdita complessiva maggiore e ha contribuito a un calo complessivo del 3%. Gli smartphone a basso costo compresi tra 200 e 400 dollari come il Moto X4, sono riusciti a vedere una crescita globale dell’1% anno su anno. Questo rapporto fa evincere essenzialmente che le persone sono disposte a spendere somme maggiori per un dispositivo che considerano ben fatto. Lo smartphone oggi è estremamente potente, in grado di eguagliare e in alcuni casi superare laptop di fascia bassa. Per molte persone, uno smartphone può essere l’unico dispositivo di elaborazione di cui hanno bisogno.

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Tutto ciò fa sì che uno smartphone sia un dispositivo che i consumatori utilizzano praticamente per tutto. Per molti, se uno smartphone funziona ancora bene quando esce un modello più recente, non c’è un vero motivo per cambiarlo. Anche quando gli smartphone si rompono, più consumatori sembrano preferire l’opzione di riparazione piuttosto che la sostituzione. Si tratta di una tendenza che dovrebbe continuare ad esserci ancora per molto. D’altronde, è logico che nessuno voglia sostituire un dispositivo che costa poco o più di 1.000 euro dopo solo un anno o due di utilizzo.