I prodotti tecnologici, si sa, hanno vita breve. Vittime della cosiddetta obsolescenza programmata che li rende inutilizzabili a causa del calo delle prestazioni, o della stessa evoluzione tecnologica che li rende antiquati perché non in possesso delle ultime funzionalità, questi dispositivi vengono mediamente sostituiti ogni due anni. Ed ogni anno, in Europa, secondo dati forniti dalle Nazioni Unite, si producono circa quindici chili di spazzatura elettronica per ogni abitante. Insomma, numeri troppo alti soprattutto se si considera che questi prodotti non sono biodegradabili, e che pertanto devono essere disassemblati e riciclati secondo procedure speciali.

Peccato, però, che a riciclare i prodotti tecnologici inutilizzati, soprattutto vecchi cellulari e smartphone, siano davvero in pochi.

Allarme per i vecchi smartphone non smaltiti: solo 1 persona su 10 ricicla i dispositivi inutilizzati

Una ricerca condotta da Mobile Muster, azienda di riciclo di smartphone e cellulari australiana, ha rilevato che solo una persona su dieci – almeno in Australia – procede con il riciclaggio del vecchio smartphone, nonostante il 45% degli australiani abbia in realtà dichiarato di voler riciclare il dispositivo. Dispositivi che giacciono dunque dimenticati in qualche angolo remoto della casa, magari nel cassetto di un mobile logorato dal tempo. Si stima, infatti, che solo in Australia ci siano oltre 20 milioni di telefoni mobili tenuti in casa, anche se questi sono inutilizzati o non funzionanti, un numero che cresce spaventosamente nel caso dell’India: qui, infatti, Entrepreneur India ha stimato che siano ben 2,4 miliardi i dispositivi, funzionanti e non, presenti nelle case indiane anche se non più utilizzati. Inutile dire quanto tutto ciò possa rappresentare un grandissimo potenziale di inquinamento disperso.

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Tra le ragioni per le quali gli utenti sarebbero restii al riciclaggio del vecchio dispositivo, rientrerebbe il fattore affettivo ed emotivo (dalla serie il primo amore non si scorda mai, molti vecchi cellulari, tra l’altro, valgono oggi una fortuna e sono molto ambiti dai collezionisti), la volontà di cedere il cellulare o lo smartphone a qualcun altro, e infine la paura che qualcuno, in qualche modo, possa appropriarsi di dati personali sensibili, dal momento in cui non si è in grado di cancellarli con sicurezza.