OnePlus 6T testOnePlus 6T non ha nemmeno fatto in tempo a godersi i suoi meritati 15 minuti di gloria che è già passato sotto le capaci (e sadiche) mani di JerryRigEverything, ora al suo primo torture test ufficiale. Ne sono successe di tutti i colori. Scopriamo subito come è andata.

 

OnePlus 6T sul banco di tortura

OnePlus 6T è ufficiale con il suo design a goccia ed il sensore per le impronte direttamente integrato a schermo. Neanche il tempo di dare un primo sguardo alla sua eccellenza estetica che siamo costretti a sorbirci il primo stress test con accendino e taglierino.

Il display è ricoperto da un sottile strato di vetro rinforzato made in Cornig per il Gorilla Glass di sesta generazione che mostra i primi segni di cedimento al livello 6 della scala Mohs. Un risultato che non stupisce e che accomuna questo nuovo telefono agli altri smartphone del periodo che equipaggiano il medesimo sistema.

Il sensore per le impronte sotto al display resiste bene alle sollecitazioni della lama, mentre la parte posteriore della scocca non ha lo stesso livello di resistenza. Nonostante questo i graffi si rimuovono abbastanza facilmente e non risultano pregiudizievoli di un corretto utilizzo nemmeno per gli obiettivi della fotocamera ed il Flash LED.

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Lo schermo OLED, come ci si può aspettare, offre un grado di resistenza eccellente anche dopo 30 secondi di esposizione alla fiamma viva dell’accendino. I pixel si ripristinano senza grossi intoppi. Si chiude con il test di piegatura della scocca che al termine della prova non riporta danni permanenti e deformazioni, eccezion fatta per il logo OnePlus che si trova nel retro della cover.

Per i più avventurosi si segnala il primo video ufficiale di test che riproponiamo integralmente qui di seguito. Per quanto ci riguarda il dispositivo è da promuovere a pieni voti. Dicci che cosa ne pensi dal tuo personale punto di vista.