Apple ShazamApple aveva annunciato la volontà di procedere all’acquisizione di Shazam agli inizi di febbraio, quando si era aperta una discussione circa le potenziali ripercussioni negative derivanti da un’eventuale concorrenza sleale ai danni dei servizi concorrenti. Tutte le ipotesi sono ora al vaglio della Commissione Europea di vigilanza che si assicurerà di eseguire una verifica approfondita al riguardo.

Apple: acquisizione Shazam nelle mani della Commissione Europea

Nelle scorse settimana avevamo introdotto il fatto che la Commissione Europea si sarebbe espressa circa i termini dell’acquisizione Shazam il 23 aprile 2018. A seguito di un’attenta analisi il CommissarioMargrethe Vestager ha dichiarato:

“Negli ultimi anni è cambiato drasticamente il modo in cui le persone ascoltano la musica, con un sempre maggior numero di cittadini Europei che utilizzano servizi in streaming. La nostra indagine ha lo scopo di accertare che tutti gli appassionati di musica possano continuare a godere di offerte convenienti per quanto riguarda lo streaming musicale e che non siano esposti ad una riduzione delle loro possibilità di scelta in seguito all’acquisizione proposta”

In particolare si guarda con preoccupazione uno scenario negativo derivante dall’unione dei due servizi. Shazam offre una posizione favorevole per le tecnologie di riconoscimento musicale mentre Apple Music è il secondo servizio di streaming musicale al mondo appena sotto Spotify.

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Ci si vuole accertare in particolare che non vi siano i presupposti chiave per creare una netta disparità di mercato ed un trattamento di favore nei confronti della piattaforma Music che, forte dei dati di preferenza degli utenti Shazam, potrebbe avvantaggiarsi nel proporre contenuti e servizi aggiornati che sviino l’attenzione dai competitor.

Si deve valutare quindi l’impatto sui concorrenti nel caso in cui Apple decida di rimuovere da Shazam tutti i riferimenti a servizi esterni una volta completata l’acquisizione. Una decisione che sarà da rimettersi a data futura, a seguito di un’indagine che andrà avanti sino al 4 settembre 2018.