GoogleNow, Cortana, Hound

Google è l’unico tra gli assistenti vocali ad offrire l’esperienza più completa agli utenti grazie a Google Now. Questa certezza è ormai consolidata e sia Apple che Windows che SoundHound stanno cercando in tutti i modi di portare ad un altro livello la ricerca vocale.

Quali sono le chance che Cortana o Hound possano superare realmente Google Now? Al momento Google Now è davvero imbattibile ed insuperabile: con l’arrivo di Google Now On Tap , Google Now è stato reso ancora più interessante e davvero insuperabile. È pur vero che quando si entra in competizione, lo spirito si anima di idee brillanti, quindi mai dire mai. Tutto è imprevedibile!

Per ora, secondo una banalissima domanda posta ad ognuna degli assistenti vocali, la miglior risposta ricevuta è stata quella di Google Now: la corona della conoscenza è stata affidata a Google.

Hound, prodotto da SoundHound (l’azienda famosa per l’app che permette di riconoscere i brani musicali) è la nuovissima frontiera dell’azienda. L’assistente vocale, disponibile gratuitamente su Google Play Store, è ormai in grado di combattere quasi ad armi pari con Google Now e Cortana.
Le sue armi segrete sono una tecnologia di riconoscimento avanzata che offre una velocità di risposta quasi immediata e la capacità di riconoscere frasi anche articolate e poste in un linguaggio naturale; infine ha una caratteristiche sbalorditiva: permette infatti di correlare due frasi pronunciate in tempi diversi. Forse Google Now dovrebbe iniziare a temere proprio l’ultimo arrivato.

Cortana, sebbene ha molte caratteristiche affini con Android, purtroppo ha dato molti problemi di prestazioni. Infatti il grande problema di Cortana è la sua tendenza a non sentire o a fraintendere spesso le parole dettate. La strada è ancora lunga per Cortana: per diventare un’assistente quotidiano affidabile c’è bisogno di molto lavoro.

Apple, ormai a conoscenza delle eccezionali doti di Google Now, starebbe assumendo schiere di esperti in intelligenza artificiale, secondo quanto riportato da Reuters. Secondo queste indiscrezioni, gli 86 nuovi dipendenti dovranno occuparsi di un sistema ispirato proprio a Google Now da integrare all’assistente vocale Siri.

Chi riuscirà a superare le inimitabili qualità di Google Now?