Android sotto accusa
Android sotto accusa

Android mobile è di nuovo sotto accusa e si trova ancora nel mirino dell’antitrust Americano. Il colosso di Mountain View è stato accusato di sfavorire l’accesso al proprio sistema operativo ai concorrenti per dare priorità ai prodotti di casa.

Queste sono le ultime notizie secondo Bloomberg. La Federal Trade Commission che altro non è altro che l’organo statunitense incaricato di regolare la competizione fra le aziende ha avviato una nuova inchiesta antitrust su Google.

L’inchiesta della FTC sta lavorando sulla pratica del bundling: questa consiste nel forzare i consumatori di un prodotto a comperare prodotti complementari. Grazie a questa manovra il robottino verde di Google è indagato: la pratica può essere illegale negli Usa poiché in alcuni casi vi sono aziende che dominano il mercato grazie ad un prodotto considerato di necessità. A due anni dall’ ultima indagine , nell’ aprile di quest’anno alcune aziende tecnologiche avevano infatti denunciato Android al Dipartimento di Giustizia definendola “anticoncorrenziale”.
Sempre secondo le ultime indiscrezioni, le accuse a danno del sistema operativo di Google si trovano ancora (fortunatamente!) nella loro fase iniziale per cui non ci sono ancora i presupposti affinché possano sfociare in un’accusa formale.

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L’azione dell’antitrust ha iniziato ad indagare anche in Europa. L’Unione Europea infatti ha iniziato a svolgere alcune indagini da aprile su Android , formalizzando l’accusa di abuso di posizione dominante. La difesa di Google fece scalpore in quanto le dichiarazioni rilasciate dal colosso hanno ribadito che migliorare la qualità non è per nulla anti-concorrenziale:«Google si è sempre impegnata per migliorare i propri servizi, creando nuovi modi per fornire risposte migliori e mostrare annunci più utili». La difesa di Mountain View è chiara e precisa e non ha bisogno di ulteriori chiarimenti.

Basti pensare che Android copre circa il 59,3 % del mercato americano degli smartphone sbaragliando il suo nemico più feroce, iOS, che si attesta solamente attorno al 38% e Windows che copre solamente il 2,35% del mercato.