libreoffice
LibreOffice è una suite d’ufficio open source e multipiattaforma, prodotta da The Document Foundation, e nata come fork di OpenOffice.org

LibreOffice sarà la prossima suite d’ufficio del Ministero della Difesa. L’associazione LibreItalia Onlus ha stipulato un accordo di collaborazione con il dicastero che si occupa della sicurezza pubblica e che amministra le forze armate.

Sonia Montegiove, presidente dell’associazione LibreItalia Onlus, e Ruggero Di Biase, Ammiraglio di Divisione e Dirigente Generale Responsabile dei Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Difesa, hanno ratificato il tutto, consegnando una soluzione open source destinata all’Office Automation di dei più importanti organi della pubblica amministrazione. Tutto inizierà entro Ottobre 2015 e durerà per l’intera annata 2016. Questo, per LibreOffice, è solo l’inizio di un lungo cammino.

Tappe fondamentali di questa collaborazione saranno i corsi di formazione online, creati dal Ministero della Difesa sotto licenza Creative Commons e lo sviluppo stesso di LibreOffice, guidato sempre dal protocollo stilato da The Document Foundation. A LibreItalia, nelle vesti dei soci, sarà lasciato l’onere e l’onore di occuparsi della comunicazione e della formazione del personale che prenderà parte al progetto. Un contributo prezioso di informazioni e conoscenze che sarà fornito volontariamente.

Indubbiamente un ottimo risultato per LibreOffice e per la comunità open source ma anche per la nostra pubblica amministrazione; questo accordo consentirà al Ministero della Difesa di liberarsi dai costi elevati del software proprietario, andando ad abbracciare quelli che, a norma di legge, sono i formati standard per i documenti: gli Open Document Format. La preferenza per il software open source, in ambito di pubblica amministrazione, viene regolamentata dal Decreto Legislativo numero 83, risalente al 22 giugno 2012.

Mai un organo del governo centrale si era spinto così in là, almeno in Italia. Va però ricordato che, diversi enti locali italiani, hanno già abbracciato il mondo del software open source (non necessariamente LibreOffice). L’auspicio è che, dati positivi alla mano, si possa incrementare questa tendenza.

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