A Google employee gives a demonstration of Android Pay on a phone at Google I/O 2015 in San Francisco, Thursday, May 28, 2015. Google's next version of its Android operating system will boast new ways to fetch information, pay merchants and protect privacy on mobile devices as the Internet company duels with Apple in the quest to make their technology indispensable. (AP Photo/Jeff Chiu)

La soluzione di pagamenti con dispositivi mobili lanciata dal gigante di Mountain View durante la Google I/O appena passata sembra essere ormai pronta a funzionare negli States. Android Pay è sicuramente un po’ in ritardo rispetto al concorrente sistema di Apple ma, i vantaggi a favore del metodo di pagamento studiato da Google giustificano l’attesa.

Come già spiegato in un precedente articolo, Android Pay sarà disponibile per qualsiasi dispositivo Android che disponga di NFC e di una versione del sistema operativo che vada da Kit Kat in su. L’ Apple Pay, contrariamente, è per ora riservato ai soli possessori di iPhone 6.

Oltre a questa importante differenza, Google ha anche deciso di non trattenere alcuna commissione sui pagamenti che saranno effettuati con Android Pay. Apple invece ha stipulato accordi, con gli istituti bancari ai quali si appoggia, che prevedono commissioni che vanno dallo 0,15% (per pagamenti con carte di credito) allo 0,5% (per pagamento con carte di debito). A dare tanto margine di manovra al gigante di Cupertino è stata la foga degli istituti bancari che volevano a tutti i costi diventare partner di Apple al momento del lancio di Apple Pay.

Leggi anche:  Wind, a partire da 1 Euro al mese è possibile acquistare smartphone Android

Google, invece, ha deciso di non chiedere nulla agli istituti finanziari che decideranno di adottare Android Pay come forma di pagamento.

Si tratta di una scelta molto probabilmente legata all’idea di aumentare al massimo la diffusione del nuovo sistema ma, che rispecchia anche la politica di Google mirata all’ offerta di ottimi servizi gratuiti ai propri utenti.

Sebben il servizio non comporti costi, ciò non vuole dire che non sarà sicuro come tutti gli altri. I dati dei clienti saranno protetti ed il sistema si baserà su circuiti Visa e Mastercard.

L’ufficialità sulla gratuità di Android Pay non c’è ancora ma, a parlarne è una fonte autorevole come il Wall Street Journal e questo è sinonimo di garanzia.

Chissà se ora, le banche partner di Apple, non chiederanno di rivedere il loro contratto proprio nel punto in cui si parla di commissioni sui servizi!