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La storia dei tapis roulant: da strumento di tortura alla ginnastica

scritto da Margherita Zichella 18/04/2024 0 commenti 2 Minuti lettura
Il tapis roulant lo conosciamo tutti, ma per fortuna solo nella sua forma più benevola
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Il tapis roulant lo conosciamo tutti, ma per fortuna solo nella sua forma più benevola

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Nella società moderna il tapis roulant è diventato un elemento piuttosto comune nella nostra quotidianità, che troviamo in ogni palestra e spesso anche dentro casa. E’ un oggetto che serve non solo per allenare il fisico, ma anche per sfogare lo stress accumulato durante la giornata. Ma la storia dietro questo strumento ha radici meno pacifiche di quanto si potrebbe pensare.

 

La storia dei tapis roulant

I primi tapis roulant furono concepiti agli inizi dell’Ottocento da Sir William Cubitt, un ingegnere inglese, nel lontano 1818. La sua idea era quella di sfruttare la forza lavoro carceraria al posto degli animali nei mulini, proponendo quindi l’uso di una macchina simile a una scala senza fine. All’inizio si pensava che questo avrebbe promosso la salute dei detenuti, offrendo loro un’occupazione pratica durante il tempo trascorso in prigione. Ma i tapis roulant ben presto presero una piega molto diversa.

I tapis roulant concepiti da Cubitt consistevano in una scala rotante con scalini da spingere verso il basso, più simili alle scale automatiche per allenamento che agli attuali tapis roulant. Questi strumenti, una volta introdotti nelle prigioni inglesi, si diffusero rapidamente in tutto l’impero britannico, dall’Africa all’Australia. Nel 1865, con il Prison Act, l’impero decise che i prigionieri condannati ai lavori forzati avrebbero trascorso parte della loro pena utilizzando proprio i tapis roulant.

Il lavoro che veniva imposto ai detenuti era estenuante, non troppo dissimile a quello di criceti nella loro ruota. In Australia e in Nord America veniva usata anche la violenza fisica, attraverso frustate, per aumentare la velocità di lavoro. Spesso i detenuti si trovavano poi a lavorare completamente nudi, per sopportare il calore generato dalle macchine. Negli Stati Uniti, questi strumenti erano ampiamente utilizzati negli stati schiavisti prima della guerra civile.

 

Una storia a lieto fine 

Insomma, sebbene partita con le più nobili delle speranze, l’invenzione di Cubitt divenne presto il simbolo di una punizione crudele e fu inclusa nella lista degli strumenti di tortura più terribili mai inventati dall’uomo. Agli inizi del Novecento molti paesi, tra cui il Regno Unito, decisero infine di abolire l’uso dei tapis roulant come strumento penitenziario, riconvertendoli poi in attrezzi sportivi.

I tapis roulant si trasformarono negli anni seguenti da strumenti di punizione a dispositivi per l’allenamento fisico. Il primo brevetto statunitense per una “macchina da allenamento” simile al tapis roulant fu rilasciato nel 1913, e dopo la Prima guerra mondiale, nuovi modelli arrivarono in Europa, diventando sempre più popolari tra gli appassionati di fitness e tra gli atleti.

 

fitness
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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