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Testimoni oculari, come occhiali da sole e distanza cambiano il gioco nelle identificazioni

scritto da Melany Alteri 25/11/2023 0 commenti 1 Minuti lettura
Testimoni oculari, come occhiali da sole e distanza cambiano il gioco nelle identificazioni
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La testimonianza oculare, sebbene sia un elemento centrale nelle indagini criminali, presenta spesso problemi di affidabilità. Thomas Nyman, professore assistente alla New York University Shanghai, ha condotto una ricerca per esplorare i fattori che influenzano la capacità di un testimone di effettuare un’identificazione corretta. L’indagine ha analizzato l’impatto di vari elementi come la distanza, l’illuminazione e il mascheramento del viso nel momento in cui il testimone osserva l’autore del crimine.

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Testimoni oculari: l’esperimento condotto

In uno studio svolto con 1.325 partecipanti al Heureka Science Centre in Finlandia, questi hanno osservato dei “criminali” che utilizzavano diversi metodi per coprire il volto, come cappucci o occhiali da sole. Dopo un periodo di osservazione di 20 secondi, è stato chiesto loro di identificare il “criminale” da un gruppo di otto persone.

I risultati dello studio hanno evidenziato che la distanza tra testimone e sospetto è stata il fattore più significativo nell’influenzare la capacità di identificazione. Era notevolmente più difficile identificare positivamente una persona osservata da una distanza superiore a 20 metri. Gli occhiali da sole hanno ridotto la capacità di identificazione, ma l’uso di un cappuccio non ha avuto un grande impatto.

Senza alcun mascheramento facciale, i testimoni potevano riconoscere un sospetto a 5 metri di distanza con una precisione del 69%, che però scendeva drasticamente al 17% a 20 metri. Con gli occhiali da sole indossati in pieno giorno, la precisione a 5 metri diminuiva al 32%. Interessante notare che al crepuscolo, con gli occhiali da sole, la precisione a 5 metri rimaneva simile (33%), ma crollava all’8% a 20 metri di distanza.

Sebbene questo studio non replichi esattamente uno scenario di crimine reale, solleva questioni rilevanti per la ricerca futura. L’obiettivo, come sottolineato da Nyman, è ridurre le identificazioni errate per proteggere le persone innocenti: “Se si possono escludere identificazioni inaffidabili, significherebbe che meno persone innocenti finiranno in prigione. E questo è l’obiettivo principale del progetto: cercare di proteggere le persone”.

criminaliprove
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Melany Alteri
Melany Alteri

Sono una giovane e appassionata giornalista di 22 anni che lavora per il rinomato sito di tecnologia "Tecnoandroid.it". Nata e cresciuta a Roma, Italia, ho sviluppato un grande interesse per la tecnologia e i dispositivi elettronici fin dalla tenera età.

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