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Non si ferma la ricerca medico-scientifica che continua a provvedere e sperimentare soluzioni volte a debellare questa pandemia. Intanto con i vaccini, la corsa della diffusione del virus ha rallentato la sua foga anche se la curva dei contagi da Covid-19 è in risalita. Ciò dovuto alla mancata partecipazione di una bella fetta di popolazione alla campagna vaccinale. Nondimeno, la scienza avrebbe scoperto un anticorpo universale che sarebbe efficace contro il Covid-19 e tutte le sue pericolose varianti. Ecco i dettagli di ciò che potrebbe dare una svolta a questa pandemia.

 

Covid-19: scoperto un anticorpo universale contro i Coronavirus e le sue varianti

In sostanza è stato scoperto un anticorpo universale, definito “jolly” da adnkronos, capace di contrastare i vari Coronavirus tra cui la Variante Delta, la Delta Plus e le altre varianti possibili. Si tratta di un’arma che potrebbe rivelarsi utile contro il Covid-19 sia in terapia, dopo un contagio, che in prevenzione, per evitare un contagio.

La rivista Science Translational Medicine ha pubblicato il percorso di questo studio. I risultati sono frutto della collaborazione dei ricercatori della Duke University di Durham e della University of North Carolina di Chapel Hill. Ecco quanto dichiarato da chi ha guidato il gruppo di ricerca, Barton Haynes:

Questo anticorpo si lega al Coronavirus in una posizione conservata attraverso numerose mutazioni e variazioni. Di conseguenza può neutralizzare una vasta gamma di questi microrganismi“.

Anche Ralph S. Baric, a guida dei ricercatori della University of North Carolina, si è espresso in merito a questo anticorpo universale anti Covid-19, attraverso una visione più ampia riguardante anche i vaccini:

I risultati forniscono un modello per la progettazione razionale di strategie vaccinali universali, che siano a prova di variante e forniscano un’ampia protezione dai coronavirus noti ed emergenti“.

Insomma, la ricerca sta facendo passi da gigante. Se in così poco tempo sono stati raggiunti tali risultati incoraggianti, vuol dire che siamo davvero in buone mani.

FONTEScience Translational Medicine