Obbligo Green pass: richiesta di malattie alle stelle, vietati certificati al telefono

Lo scorso 15 ottobre è arrivato l’obbligo di Green pass per tutti coloro che si recheranno sul posto di lavoro. Questo era stato annunciato già settimane prima, tra l’indignazione di alcuni che hanno anche protestato in piazza spesso causando anche disordini fuori dalla norma. Sono stati segnalati però tantissimi casi di malattia, volti a ricevere un certificato che giustificasse l’assenza dal lavoro. Questo, visto come un espediente per prendere tempo e non perdere il proprio posto, ha portato l’Ordine dei medici a vietare di rilasciare qualsiasi certificato medico tramite telefono, cosa che corrisponde anche ad un’infrazione. 

Niente certificati al telefono, si concedono solo dopo visita in presenza, come prescrive la legge. E per quelli rilasciati sono state seguite tutte le regole“.

 

Green pass: è boom di certificati medici

La certificazione di malattia a carico del servizio sanitario nazionale – queste le parole di Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie – è obbligatoria e viene rilasciata anche sulla base di sintomi presentati dai pazienti. I medici si limitano semplicemente a certificare quello che vedono o quello che il paziente dichiara. Ci sono sintomi però che non è possibile constatare, si pensi per esempio a chi dice di avere mal di pancia o giramenti di testa“.

“Se i medici hanno rilasciato i certificati – dichiara il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e odontoiatri Filippo Anelli – lo hanno fatto seguendo tutte le regole. Il medico deve visitare per forza il paziente e deve fare una valutazione oggettiva. Facciamo comunque un appello a stare molto attenti nel rilasciare i certificati rispettando tutte le norme di legge. Ma questo, ripeto, avviene regolarmente ed è parte integrante della professione. E’ chiaro che anche il disagio sociale talvolta può determinare uno stato di malattia. Quindi il medico deve valutare con estrema attenzione queste situazioni caso per caso per capire se creano o meno una inabilità al lavoro“.