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Che ci piaccia o meno, ci troviamo ancora in pandemia e la nostra possibilità di movimento è ancora molto limitata. Per questo motivo è aumentata la necessità di guardare serie TV e film in streaming. Indubbiamente a molti di noi manca il cinema e nell’attesa che diventi di nuovo possibile andarci, vi consigliamo ogni giorno nuove serie di cui fare binge-watching a casa. Oggi è il turno di Crazy Ex Girlfriend, una serie Netflix del 2015 e conclusasi nel 2019. Ecco le ragioni per recuperarla.

Crazy Ex Girlfriend, una serie che scava dove non sempre vogliamo guardare

Rebecca Bunch è un’avvocata in carriera nella grande mela. Purtroppo però è molto infelice, oltre che molto avventata. È per questa ragione che un giorno incontrando per caso Josh, suo vecchio amore adolescenziale, decide su due piedi di trasferirsi nella ridente “West Covina“. Questa piccola e anonima città è infatti il luogo dove lo stesso Josh sta andando a vivere dopo un periodo di permanenza a New York. Il problema è che Rebecca non ha interpellato Josh riguardo questa decisione, ma ha mollato la sua ascendente carriera senza avere idea delle conseguenze.

Questa serie scava in delle problematiche che sono molto comuni nelle persone. Insicurezze, paure e persino follie. Rebecca trascina lo spettatore su un’altalena emotiva che può disorientare pesantemente chi la vive. Andando più avanti però, la spiegazione logica a tutti i suoi problemi arriverà da sé: Rebecca soffre del disturbo della personalità Borderline. Progressivamente tutto acquisirà un nuovo significato, sia per lei che per gli spettatori.

Tra le cose, la particolarità di questa serie è la quantità immensa di canzoni presenti al suo interno. Crazy Ex Girlfriend è infatti più un musical che una normale serie TV. Stiamo parlando di circa 150 brani per un totale di 4 stagioni, tutte riportate anche a teatro in uno spettacolo successivo alla fine della serie. I rimandi ad altri musical e a canzoni famose sono continui e molto divertenti. La serie è piena di umorismo e a tratti fa molto ridere. Talvolta forse è un po’ troppo cantata, ma se l’argomento vi interessa, glielo perdonerete.