Ci siamo già passati. Probabilmente tutti noi lo ricordiamo. Nel 2012 si concludeva il passaggio dalla televisione analogica tradizionale ai televisori con modem digitali per la ricezione del segnale. Quel passaggio segnò un’epoca per quanto riguarda la gestione e l’aumento delle frequenze disponibili per le principali emittenti televisive.

Oggigiorno, ormai dal 2019, l’avvento della tecnologia del 5g sta rivoluzionando nuovamente il mercato dei televisori e ancora la gestione del segnale televisivo, che passerà dal noto DVB-T al moderno DVB-T2. Il segnale digitale di seconda generazione baserà interamente la gestione della connessione via etere, sfruttando le nuove tecnologie a disposizione.

Dunque, si cerca di liberare la banda dei 700 Mhz per concederla agli operatori telefonici e sfruttare in questo modo la potenzialità del 5g. Risulta evidente che sono anni ormai che lo standard di trasmissione digitale per le emittenti televisive è lo stesso che andrà ad utilizzare il 5g. Stessa frequenza, stesse onde. Inutili quindi gli allarmismi visti negli ultimi tempi, che prendevano di mira le antenne 5g sparse sul territorio.

 

Ma quali sono i risvolti per i cittadini?

L’Unione Europea sta spingendo verso questa direzione per liberare le frequenze attualmente occupate dalle trasmissioni televisive, ovvero la banda di frequenza pregiata a 700Mhz, per poi concederle agli operatori telefonici. Rispetto alla vecchia tecnologia si potrà usufruire di una velocità senza precedenti e di un conseguente miglioramento della qualità del segnale e dell’immagine. Se fino a pochi anni fa i nuovi canali HD delle principali emittenti televisive segnarono uno stacco netto tra la qualità del passato e l’alta definizione, ben presto potremo cominciare a vedere in primi programmi in 4k. La stessa Rai, che si sta preparando allo spegnimento delle frequenze attuali dei programmi, ha istituito le future reti e trasmissioni Rai 4K.

Per i cittadini italiani ed europei, quali saranno le conseguenze di questo nuovo passaggio? Ebbene, per continuare a vedere la televisione si dovrà cambiare l’apparecchio in nostro possesso, con uno compatibile con il nuovo standard DVB-T2. A questo fine è stato predisposto anche un bonus per il passaggio ai nuovi device di 50€, per tutte quelle famiglie che rispettano i requisiti richiesti (la legge è già entrata in vigore).

I produttori sono obbligati a produrre apparecchi DVB-T2 Ready già dal 2017, di conseguenza, se il vostro apparecchio è precedente dovrà essere cambiato per uno nuovo, in grado di sfruttare il cambio di tecnologia. Un’alternativa è quella dell’acquisto di un modem in grado di convertire il nuovo segnale al vecchio televisore.

 

 

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