L’Antitrust europea ha recentemente annunciato l’inizio di un’indagine sul mercato dei dispositivi IoT con particolare attenzione sugli assistenti vocali come Alexa, Google Assistant e Siri.

A confermare la notizia è la Commissaria alla concorrenza Marghrethe Vestager sottolineando che tra i principali nodi da sciogliere c’è la necessità di stabilire come vengono utilizzati, ed eventualmente monetizzati, i dati degli utenti raccolti dagli assistenti vocali.

 

L’Antitrust ha avviato una nuova indagine sugli assistenti vocali

L’Antitrust vorrebbe capire meglio come vengono utilizzati i dati che vengono percepiti dagli assistenti vocali più utilizzati al mondo. Un altro aspetto molto rilevante per l’Autorità è quello di stabilire se nel mercato dell’IoT e dei dispositivi connessi equipaggiati con un assistente digitale sia adeguatamente applicato il principio dell’interoperabilità tra i prodotti.

In poche parole la possibilità che il dispositivo del marchio A sia in grado di dialogare con il dispositivo del marchio B. Se così non fosse, sarebbero rilevanti i rischi di alterare le regole delle concorrenza con ecosistemi di prodotti chiusi. Per il momento nessuna azienda è sotto accusa, ma c’è la volontà di approfondire le dinamiche di un segmento di mercato in forte espansione.

Ecco il commento della Vestager: “L’Internet delle cose crescerà significativamente nei prossimi anni, e diventerà una cosa comune nella vita dei consumatori europei. Le possibilità sono infinite, ma l’accesso a un enorme numero di dati sembra essere il successo in questo settore, quindi dobbiamo essere sicuri che gli operatori del mercato non usino il controllo su quei dati per distorcere la concorrenza“. L’indagine dell’Antitrust europeo raccoglierà informazioni da 400 società che operano nel settore e cercherà le prove dell’eventuale uso distorto dei dati acquisiti dagli assistenti vocali. Gli esiti si sapranno nei prossimi mesi.