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L’emergenza sanitaria ha messo in crisi tantissimi settori tra i quali quello della distribuzione del carburante. I benzinai lamentano di non aver ricevuto nessun sostegno da parte dello Stato a fronte di una situazione che ha visto la viabilità ridursi ai minimi storici. Così le sigle sindacali Fegica Cisl e Anisa ConfCommercio hanno indetto uno sciopero che riguarderà le aree di servizio ed impedirà agli automobilisti di fare carburante.

Nello specifico si tratta di uno sciopero che riguarderà le aree di rifornimento autostradali e che durerà 48 ore: dalle ore 22 del 12 maggio, alla stessa ora del 14 maggio 2020. Le sigle sindacali voglio manifestare il loro disappunto circa l’assenza dello Stato nei riguardi di una categoria che ha perso tantissimo fatturato durante il lockdown. Il crollo delle vendite di oltre il 92% non è stato supportato da alcun ammortizzatore sociale ed è arrivato il momento di aprire un tavolo di crisi su cui discutere il da farsi.

Cosa chiede la categoria dei benzinai al Governo?

A fronte del crollo del fatturato, i benzinai non sono riusciti ad ottenere fino ad ora alcun sostegno dal Governo. Ciò che chiedono è di poter beneficiare delle stesse misure generali destinate alle altre categorie di lavoratori. I benzinai di fatto non hanno potuto usufruire della cassa integrazione in deroga ad esempio, sopportando il costo della manodopera senza ricevere aiuti pubblici. Stessa situazione circa i finanziamenti a fondo perduto o il bonus affitti e bollette che fino ad ora non hanno avuto in concessione.

Così durante tutto il periodo d’emergenza e a fronte di una domanda minima, la categoria ha affrontato una serie di costi inalterati prosciugando completamente la liquidità. Il problema, sostengono i sindacati, pare dipeso da un’incapacità dello Stato di imporsi sulle “lobby” delle società concessionarie autostradali che si comportano come le padrone incontrastate di un bene pubblico.