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Per chi non lo sapesse, EHT è l’acronimo di Event Horizon Telescope, lo stesso progetto  che lo scorso anno ha permesso fotografare un buco nero, o meglio l’orizzonte degli eventi attorno ad esso, che costituisce il limite oltre il quale nulla può più tornare indietro a cuasa della gravità schiacciante.

A distanza di un anno, EHT ci stupisce nuovamente, scattando la foto di un getto relativistico proveniente da un quasar, precisamente il quasar 3C 279 nella costellazione della vergine, circa a 5 miliardi di anni luce della terra.

Un lavoro congiunto per uno scatto epocale

Vari scienziati di vari team in tutto il mondo hanno partecipato al progetto EHT, utilizzando l’interferometria, in modo tale da fotografare un corpo sicuramente enorme, ma ad una distanza tale che facendo una piccola proporzione dimensionale, corrisponderebbe al fotografare un’arancia sulla luna dalla terra.

Per chi non lo sapesse, i quasar (QUASi stellAR radio source) sono degli oggetti celesti di dimensioni paragonabili a quelle del sistema solari e sono formati da un buco nero super massiccio e dal suo disco di accrescimento, nel quale, le forze di attrito tra gas e materia, portano al rilascio di una grande quantità di radiazioni che nello spettro del visibile formano una grande emissione di luce, cosa a cui si unisce una conversione di materia in energia pari a quasi il 50%, fattori che rendono i quasar gli oggetti più luminosi dell’universo.

Capita alle volte che del materiale venga espulso dal disco di accrescimento per via delle imponenti forze magnetiche e sparato nello spazio a velocità prossime a quella della luce, abbiamo un ordine di valore infatti pari 0,995c (con c velocità della luce), proprio questo fenomeno è stato osservato grazie a EHT.

A incuriosire gli scienziati ci pensa proprio il meccanismo di formazione di questo getti di materia in uscita dal quasar, infatti abbiamo una molteplicità di spiegazioni possibili, dal moto del plasma nel disco di accrescimento all’instabilità dello stesso che costituisce il disco di accrescimento.

Abbiamo tante domande a cui gli scienziati cercheranno di dare risposta, non resta che attendere e goderci nel frattempo le spettacolari immagini prodotte dal progetto EHT.