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Come ben sappiamo la risonanza magnetica è una delle metodiche di imaging più adoperata nel mondo della medicina, infatti spesso viene utilizzata per generare immagini accurate di zone anguste e complesse del nostro organismo, come ad esempio il cervello.

Normalmente per effettuare questa metodica per la diagnostica ad immagini, si rende necessario una grande stanza apposita con all’interno il macchinario dedicato, che ovviamente ha dimensioni importanti.

A quanto pare però questa metodica non è più destinata a rimanere confinata all’interno del reparto di radiologia, infatti la startup statunitense Hyperfine ha in progetto l’idea di portare questa tecnologia direttamente al letto del paziente.

A quanto pare il prototipo del macchinario ha ricevuto la approvazione da parte della Food and Drug Administration, la quale ha valutato il progetto, riscontrando un’equivalenza tra il macchinario progettato e quello attualmente utilizzato, in termini di sicurezza e efficacia.

L’obbiettivo di Hyperfine trae spunto dalla filosofia Point of Care Test, ovvero quella di avere test eseguibili direttamente nel luogo in cui viene fornita l’assistenza sanitaria.

Risonanza magnetica rapida e low-cost

Il prototipo preso sotto analisi, deve la sua portabilità al campo magnetico che genera, dal momento che esso ha un’intensità di gran lunga inferiore rispetto a quella prodotta dai magneti presenti all’interno della classica risonanza, proprio i magneti costituiscono la chiave di volta.

Normalmente i campi magnetici prodotti da una classica RM sono nell’ordine di 1,5 o 3 Tesla, che però, necessitano di enormi magneti per poter essere prodotti.

Il dispositivo portatile progettato da Hyperfine invece, genera un campo magnetico pari a 0,064 Tesla, cosa che in automatico implica l’uso di magneti decisamente più piccoli.

Questa netta differenza tra intensità di campi magnetici, porta ovviamente ad ovvie differenze prestazionali, bisogna però tener conto, che rispetto ad una normale apparecchiatura, ciò comporta anche un prezzo ben 20 volte inferiore.

Dati alla mano si capisce come il macchinario progettato dai ragazzi di Hyperfine, non sostituisca interamente la classica RM, ma può rendersi utile come macchinario di supporto, trovando il suo posto come risorsa in quelle zone che rendono difficile l’accesso a determinate risorse.