La nuova connessione è ormai alle porte. L’attivazione del 5G anche per gli utenti privati, infatti, arriverà nei primi mesi del 2020, stando alle informazioni rilasciate dagli operatori.

Come per ogni nuova tecnologia, però, anche per il 5G è stato prodotto un certo allarmismo, per disincentivare all’installazione e all’utilizzo di questa forma di connessione. Il motivo? Secondo alcuni, sarebbe un rischio troppo importante per la nostra salute. Questa affermazione è poi solitamente supportata da una serie di argomentazioni molto fallaci, laddove non si faccia addirittura ricorso alla ripetizione o alla costruzione di bufale ad hoc create proprio per spaventare gli utenti e fungere da deterrente contro l’utilizzo (creando magari un movimento contro gli stessi operatori interessati ad attivarla) della rete 5G.

5G: la rivoluzione è in arrivo, ma occhio a non cadere nella trappola delle bufale

Sul 5G, negli ultimi mesi, se ne sono sentite davvero tante.

Uno degli errori più comuni (in buona fede o meno) riguarda l’aver travisato il concetto di Internet of Things. Circola infatti sul web l’allarme che con il 5G si andranno ad avere tantissime miniantenne – molte più di quante non ve ne fossero già – atte a ricevere il segnale dai più numerosi ripetitori.

Questo non risulta assolutamente corretto, in quanto la tecnologia Massime MIMO non implicherà la diffusione sul territorio di migliaia di microantenne. Anzi: al contrario, si avranno la stessa quantità di antenne, ma con elementi più efficienti.

Un’altra bufala estremamente utilizzata contro il 5G riguarda il creare panico per l’utilizzo, da parte della rete, di onde millimetriche. Concettualmente è vero, ma non dovrebbe essere motivo di terrore: le onde millimetriche, infatti, possiedono una potenza inferiore a quelle utilizzate in passato, e non penetrano oltre la nostra pelle, a differenza delle altre onde. In questa maniera, risultano meno dannose per l’organismo, restando a livello superficiale e non raggiungendo i tessuti e gli organi interni.