Da anni ormai le profezie sulla fine del mondo sono tornate a far parlare di sé. Dall’avvento della profezia Maya, nello scorso 2012, moltissimi “profani” si sono appassionati a questo tema, rischiando però di cadere vittima di bufale e mistificazioni.

Sicuramente sin da quando l’uomo ha iniziato a porsi interrogativi più importanti riguardo la propria origine e il mondo che lo circondava, contestualmente si è domandato se tutto questo avrebbe mai avuto una fine. E a seconda delle influenze religiose o culturali, le profezie sull’apocalisse sono proliferate prendendo direzioni anche molto diverse tra loro.

Senza dubbio vi è un innegabile fascino nell’indagare quali teorie abbiano spinto alcuni popoli o alcuni profeti a delineare i tratti per distinguere un’imminente fine del mondo. Certo è che ognuno parla di ciò che conosce e si rapporta a quanto è presente intorno a lui, motivo per cui alcune teorie includono riferimenti a precise aree geografiche, come nel caso della profezia di Ezechiele.

Fine del mondo: i pesci nel Mar Morto ne saranno un’anticipazione

Così come le piaghe d’Egitto preannunciavano l’imminente punizione del dio ebreo e cristiano, allo stesso modo l’apocalisse sarà caratterizzata da alcuni segni distintivi.

In particolare, Ezechiele ne cita uno: la fine del mondo sarà imminente quando si vedranno pesci nuotare nel Mar Morto.

E qualche anno fa, il fotografo israeliano Noam Bedein sembrava aver catturato proprio l’immagine di alcuni pesci che sguazzavano serenamente proprio nei pressi del Mar Morto. La fotografia fece il giro del mondo, e molti la considerarono l’avverarsi della profezia di Ezechiele.

Ma in realtà fu lo stesso Bedein a stupirsi di quanto la vicenda fosse stata distorta pur di fare audience, rivelando che lo scatto ritraeva una conca d’acqua dolce vicina al mare salato, in cui era naturale vi fossero esseri viventi.