thomas cook

La chiusura di Thomas Cook, l’agenzia di viaggi più vecchia del mondo nata 178 anni fa in Gran Bretagna, ha creato una eco enorme nella storia del turismo organizzato. La rivoluzione industriale ha decretato il successo di un modello imprenditoriale basato sulla vendita di pacchetti turistici, mentre la rivoluzione digitale e anche la Brexit hanno messo la parola fine a Thomas Cook.

D’altronde, le possibilità offerte da internet in materia di prenotazioni di viaggi, pernottamenti, affitto veicoli e acquisto di escursioni ha reso obsoleto questo business, fatto di persone e luoghi d’incontro per pianificare la propria esperienza.

Thomas Cook in bancarotta: fine a 200 anni di storia del tour operator

Quando ci fu la rivoluzione dei trasporti che rese i viaggi accessibili alle masse, Thomas Cook risolse il problema di organizzare vacanze al maggior numero di persone possibile, non importa quale background culturale, economico o geografico esse provengano. L’agenzia britannica trasformò l’idea della vacanza in un atto di esperienza collettiva “mediata” da un agente di viaggio, cioè la Thomas Cook.

I primi passi per la nascita del turismo moderno arrivano nel 1869, quando Cook organizza la prima crociera sul Nilo di gruppo a costi accessibili. Alla logistica e al viaggio pensa l’agenzia, i turisti devono solo godersi lo spettacolo: questo modello porta Cook ad avere in pochi anni uffici in tutto il mondo.

Nel 1919 è la prima agenzia di viaggi a dotarsi di una propria compagnia aerea, ma uno degli unicum che fu introdotto da Cook è stato l’assegno con il quale i suoi clienti potevano cambiare avere valuta estera a un tasso predeterminato. Con questo sistema, nel 1990 la Thomas Cook diventa leader mondiale delle vendite al dettaglio di valuta estera, rafforzando ancora di più il concetto di un turismo da “tutto incluso” che ha rivoluzionato il modo di viaggiare nel mondo.