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Il rover Curiosity della NASA continua a stupire nella sua passeggiata su Marte, poiché trasmetta ancora dati su scoperte entusiasmanti unite a immagini del Pianeta Rosso mozzafiato. Attualmente il mezzo robotizzato è situato in una zona un tempo ritenuta coperta di laghi e fiumi, dove una volta scorreva acqua al posto dell’odierno arido paesaggio monotono marziano.

Curiosity si è calato all’interno del Gale Crater dove miliardi d’anni fa scorreva l’acqua, perché il cratere è il letto di un antico lago. Al centro di questo antico sito acquatico svetta il Monte Sharp, una formazione rocciosa che sfiora i 5000 metri di altezza partendo dalla base del cratere.

La ricercatrice Kristen Bennett del Geological Survey negli Stati Uniti ha dichiarato che:”questa zona è uno dei motivi per cui siamo venuti al Gale Crater. Abbiamo studiato le immagini degli orbiter di quest’area per 10 anni e siamo finalmente in grado di dare un’occhiata da vicino.”

 

Marte: scoperta un’altra novità sull’acqua presente sul pianeta

Curiosity ha già raccolto 22 campioni dalla superficie, lasciando perplessi i ricercatori. Infatti, dalle analisi del rover appare evidente come la presenza di minerali argillosi sia molto più abbondante di quanto ci si aspettava osservando le immagini.

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Inoltre sono molte le scoperte geologiche inaspettate che Curiosity ha rilevato su Marte, a partire dalla distesa di ciottoli sulla via per il cratere e le straordinarie immagini dello sperone roccioso del Teal Ridge. Si tratta infatti di una formazione rocciosa stratificata, composta da quelli che sembrano scogli scolpiti dagli elementi.

Secondo la ricercatrice Valerie Fox della Caltech, è evidente che “il passaggio di Marte da un clima umido a secco non sia stato un processo lineare“. La scomparsa dell’acqua dal Pianeta Rosso sarebbe quindi avvenuta attraverso un ciclo tutto da scoprire, essendo sicuramente un processo più lungo e più complicato del previsto. Proprio l’acqua potrebbe aver garantito la formazione di forme di vita sul Pianeta.