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Sempre più spesso gli utenti lamentano della scarsa trasparenza da parte degli operatori “storici” delle reti italiane. Il problema risulta annoso e affonda le sue radici molto indietro nel tempo, andando a costituire un vero e proprio caposaldo nelle lamentele dei clienti verso il proprio gestore.

Quel che è peggio è che basta davvero un solo click per prosciugare letteralmente il proprio credito residuo, e chi è rimasto vittima dell’attivazione di servizi non richiesti sa bene di cosa si sta parlando.

Servizi in abbonamento: quando un click ti azzera il credito

E’ risaputo ormai da anni che una strategia consolidata degli operatori, al fine di arrotondare – e non di poco – i propri profitti, consiste nell’inserimento di banner o reindirizzamenti che porterebbero all’attivazione dei cosiddetti VAS, ossia Servizi a Valore Aggiunto. I VAS sono sostanzialmente dei servizi forniti da società terze agli operatori telefonici, in modo tale da integrare la propria offerta. Di solito si tratta di abbonamenti a giochi, suonerie o rubriche settimanali, ma il più delle volte sono servizi che l’utente non richiede volontariamente. Spesso, infatti, il cliente “incappa” nel link o nel click sbagliato, andando ad avviare il processo di iscrizione, senza averlo mai desiderato realmente.

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D’altra parte, l’AGCOM si è espressa spesso favorevolmente a tutela dei clienti, condannando queste pratiche scorrette e multando frequentemente gli operatori che le mettevano in pratica. Purtroppo le multe non bastano, e pertanto gli utenti devono evitare queste insidie autonomamente. Il modo più sicuro per mettersi al riparo, dunque, è quello di chiamare il proprio operatore di riferimento e chiedere che venga impostato il blocco totale dell’attivazione di questi servizi extra rispetto al proprio abbonamento. Infine, proprio AGCOM ha attivato un call center per chiunque voglia denunciare truffe sugli abbonamenti.