dal 5G al 6GLa rete 5G deve ancora arrivare in Italia come nel resto d’Europa. Cresce l’entusiasmo per una nuova idea di servizio illimitato tutto incluso da applicare alla connessione Internet per il gaming, lo streaming e la navigazione oltre che all’IoT ed all’IoV pubblico e privato.

Ma mentre c’è il fermento generale in Finlandia si guarda decisamente troppo avanti, per portare alla luce il primo network 6G, qualcosa di molto diverso da quanto già prospettato per il 5G, le cui caratteristiche sono state prese in esame nel nostro speciale.

 

Rete 6G pronta a rimpiazzare il 5G tra pochi anni

Nella lontana Finlandia l’occhio tecnologico guarda oltre le annunciate innovazioni delle reti. Pioniere di una nuova evoluzione, il Paese si prepara ad abbraccia l’idea del 6G come strumento di comunicazione avanzato nei comparti della sicurezza, della salute pubblica, della mobilità e dei servizi in generale.

Si parla del programma 6Genesis, tra le cui peculiarità spuntano l’ottimizzazione della qualità ed un sistema di telecomunicazioni più affidabile. Dal punto di vista dell’infrastruttura il 5G offrirà un divario immenso con le attuali tecnologie di rete 4G e 4.5G che ne stanno anticipando il suo avvento. Come andrà con il 6G?

Andrà sicuramente meglio e si prevede un investimento da 250 milioni di euro in otto anni nella sola Finlandia. Sistema che prenderà poi piede anche in Europa, dove non mancheranno basi d’asta sostanziose.

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Cambierà l’intera infrastruttura, portando innumerevoli vantaggi in termini di multimedialità e profili di connettività in ambito pubblico e privati in molteplici comparti. La velocità raggiungerà livelli incredibili, ma tutto ciò avrà un costo enorme sia per i gestori che per noi utenti.

Con gli abbonamenti 5G si sta parlando di tariffe che non scendono al di sotto della soglia dei 50 euro al mese. Questo per avere piani tutto incluso alla massima velocità di rete.

Con il 6G i costi potrebbero raddoppiare incontrando la reticenza di un pubblico sempre più propenso al low-cost aggressivo. Sicuramente vedremo la nascita di una rete commerciale consumer. Ma se si parlasse solo di una struttura da utilizzare in ambito privato come in ospedali, servizi d’ordine pubblico ed altri ambiti statali?

Per il momento non ne sappiamo molto, ma ciò che è stato prospettato dagli esponenti della prestigiosa Università di Oulu in Finlandia accende la scintilla dell’interesse. Voi che ne pensate al riguardo?