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Google ha appena aggiornato la sua politica per programmatori di applicazioni in materia di contenuti per i bambini, gli adulti, la violenza, la discriminazione. E, di recente, anche per un’attività molto in voga: il cryptomining. Oltre ad eliminarne anche le applicazioni ripetitive.

Le applicazioni che “attraggono i bambini ma contengono temi per adulti” non sono più consentite. Le applicazioni che contengono contenuti per adulti, appunto, di qualsiasi tipo sono vietate. E, non da ultimo, tutte le applicazioni che hanno contenuti di odio contro individui o gruppi in base alla razza o ad altre caratteristiche sono ora esplicitamente proibite.

 

Google vs cryptomining

Più interessante ancora è il fatto che il Play Store non consente più applicazioni di cryptomining. Alcune tra le più note ed utilizzate erano MinerGate, Crypto Miner o NeoNeonMiner.

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Ciò significa che gli sviluppatori non possono più inviare applicazioni con “contenuti e esperienza utente simili” o “applicazioni create da uno strumento automatico, una procedura guidata o un servizio basato sul modello“. Tutti gli utenti possono vedere la politica aggiornata sul sito stesso del Google Play Store, nella sezione Policy.

La parola cryptojacking è apparsa sempre più spesso nelle notizie riguardanti il settore tecnologico e informatico. Il cryptojacking si verifica quando un computer viene usato per segretamente “minare” monete digitali senza l’autorizzazione o la conoscenza dell’utente: cioè, quando un hacker organizza segretamente un modo per generare denaro digitale dal computer di altre persone. Concetto trasferibile anche alle più utilizzate app su smartphone.