unicredit sanpaolo
Dopo Postepay, adesso il problema delle truffe online si pone anche per gli istituti di credito Unicredit e Intesa San Paolo. Nonostante questi abbiano già provveduto a istruire i clienti sulla distinzione tra fake e real mail, la situazione non sembra ancora essere migliorata completamente e i tentativi di frode sono sempre dietro l’angolo.

Gli hacker-truffatori, alcuni dei quali probabilmente sono responsabili anche delle precedenti minacce agli utenti Postepay, continuano ad utilizzare la stessa arma: una email, apparentemente inviata all’utente da parte dell’istituto, contenente un link sul quale si invita a cliccare.

Tuttavia, questi indirizzi consigliati, presenti nelle fake email, non rinviano ai portali dell’istituto, bensì ad altre pagine, nelle quali viene chiesto l’inserimento di dati fondamentali per l’accesso ai fondi dei risparmiatori, di cui si serviranno poi questi truffatori invisibili.

Niente di nuovo quindi per studiosi e analisti di questi gravi fenomeni, ma un grande problema per utenti e per gli enti stessi che vedono scemare la fiducia dei clienti, sempre più dubbiosi relativamente ai rischi che si corrono sul web. Una piccola digressione relativamente alle nuove tecnologie e al web si profila necessaria.

L’avvento dei PC, dei tablet, degli smartphone e di tutti gli altri tipi di dispositivi all’avanguardia, legati all’utilizzo di internet, ha certamente degli aspetti positivi e di vario genere: ad esempio, prendendo il caso degli istituti bancari e/o postali, la possibilità di gestire il proprio denaro da casa, facendo pagamenti, bonifici e altri tipi di operazioni senza doversi recare personalmente agli uffici, permette di risparmiare tempo, prezioso per tutti noi. Tempo che è spesso tradotto in carburante, quindi la possibilità di svolgere tutto da casa, comporta, seppure lievemente, un minore inquinamento e, perché no, una minore spesa.

 

Unicredit e Intesa San Paolo: nuove truffe e frodi

Tuttavia, la comodità, il risparmio di tempo e la rapidità che questi servizi del futuro offrono e ai quali molti enti si affidano, sono veramente da preferire ai rischi che le trappole degli hacker tendono? Dovremmo fare un salto nel passato, tornandoci in maniera definitiva, almeno in materia di gestione di conti e fondi monetari online, oppure dovremmo trovare un modo per scovare questi malcapitati del web?

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Si è osservato che la maggior parte delle persone vittime di truffe online sono anziani, solitamente meno scaltri perché meno abituati a navigare in rete e ad avere a che fare con i nuovi dispositivi, ma i modi impiegati dagli hacker per truffare non si limitano a queste email, e certo è che ne stanno progettando dei nuovi, più potenti e più difficilmente attaccabili.

La Polizia è sempre più focalizzata su questi episodi di frode online e non sono rari i casi in cui si riesce a scoprire chi c’è dietro a questi grandi sistemi virtuali di malavitosi, ma non è sempre facile.

Per il momento si potrebbe quindi cercare di operare sugli utenti e diffondere l’informazione per una navigazione in rete sicura, un concetto che molti degli istituti bancari come Unicredit ed Intesa SanPaolo, colpiti dalle frodi e non, hanno già cominciato a mettere in pratica. Sui portali degli enti si trovano infatti molte schede a riguardo, e, per riassumerle, potremmo dire che i punti fondamentali da tenere in considerazione quando si ricevono mail di dubbia origine, sono: evitare di aprirle, eventualmente controllare la parte iniziale del link in esse indicato e/o rivolgersi all’ente di riferimento. Solo in questo modo potremo, almeno in parte, ridurre rischi, minacce e problemi del web.