carta di identità elettronicaLa carta di identità elettronica (CIE) è dotata di un chip intelligente che garantisce la lettura agevolata dei dati dell’utente. A quanto pare c’è un difetto nel sistema che risale ai lotti distribuiti dal Poligrafico dello Stato tra ottobre 2017 e febbraio 2018. Sarebbero ben 350.000 le carte coinvolte. I cittadini, al riguardo, vogliono chiarezza sull’accaduto ed un modo per rimediare.

 

Carta di identità elettronica con chip malfunzionante: come sostituire

Dopo le ultime future novità in merito alla gestione delle credenziali personali su carta di identità biometrica si torna a parlare di documenti di riconoscimento, ed in particolare della situazione che si sta verificando nel contesto delle cosiddette CIE, ovvero sia le carte di identità in formato elettronico, ora assoggettate ad un problema.

Il problema riportato è dovuto al chip difettoso che, secondo fonti, non avrebbe consentito un uso agevole dei servizi e delle procedure. Pronta la smentita del Poligrafico dello Stato contro le dirette dichiarazioni di Antonio De Caro, attuale Presidente dell’ANCI (l’Associazione dei Comuni Italiani) che aveva lanciato l’allarme.

L’articolo di riferimento è stato smentito e, nonostante ciò, lo Stato garantirà la sostituzione immediata e gratuita dei supporti. Nessun rischio di vedervi bloccati alal frontiera, ma il difetto esiste e si deve all’impossibilità di riportare correttamente i dati in una parte secondaria del sistema a microprocessore.

“Queste carte mantengono inalterata la loro caratteristica di strumento sicuro di identificazione fisica e digitale, come tutte le altre CIE, dal momento che assicurano la verifica di autenticità dei dati obbligatori normalmente letti durante i controlli (i dati personali, la foto, le impronte e la firma digitale del Ministero dell’Interno). Esistono alcuni dati secondari che pur essendo riportati correttamente sul fronte della carta, non sono correttamente riportati sul chip”

Si riporta, in particolare, che nessun cittadino italiano con carta di identità elettronica è stato bloccato o respinto alle frontiere, in considerazione del fatto che il supporto costituisce comunque un sistema di identificazione valido. Lo Stato, al riguardo,ha stilato una Whitelist per le carte problematiche, in modo tale da garantire le procedure di espatrio senza la necessità di sostituirle.

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“Al fine di evitare rischi di disagio per i cittadini, nel caso delle CIE valide per l’espatrio, il Poligrafico con tutte le Amministrazioni di riferimento, ha avviato tutte le procedure previste a livello nazionale ed internazionale per la corretta gestione di questi documenti in caso di attraversamento di frontiere con la compilazione di white list di queste CIE, che potranno quindi continuare ad essere utilizzate”

Ad ogni modo, le “carte fallate” potranno essere eventualmente sostituite su richiesta senza costi entro un mese dalla data di identificazione del problema (20 maggio 2018).