Tutti gli operatori telefonici, entro gli inizi di Aprile 2018, torneranno alla fatidica fatturazione mensile. In seguito alla legge del governo italiano, le varie Tim, Vodafone, Wind e TRE sono costrette ad abbandonare i 28 giorni per tornare al passato. Tutto bello, peccato che sono previsti aumenti per ogni utente.

Come abbiamo ampiamente discusso verso la fine del 2017, con l’inserimento della nuova legge in Gazzetta Ufficiale, tutte le aziende sono state costrette ad adeguarsi entro 120 giorni a partire dal 4 dicembre. L’uno dopo l’altro, partendo da Vodafone, gli operatori hanno iniziato ad annunciare la propria decisione.

La situazione sembrava essere perfetta per i consumatori, peccato che con il ritorno alla fatturazione mensile stanno per scattare anche i rincari sulle offerte. Scopriamo come hanno deciso di comportarsi.

Fatturazione mensile: Tim, Vodafone, Wind e TRE riservano aumenti per tutti

  • Wind: l’operatore telefonico in orange ha ufficialmente annunciato che, a decorrere dal 5 aprile, tutte le opzioni/offerte si rinnoveranno ogni mese e la fatturazione sarà bimestrale. Nell’eventualità che il prezzo sia differente, l’azienda provvederà ad inviare una comunicazione ad ogni utente.
  • TRE: dal 24 marzo 2018, tutte le offerte si rinnoveranno ogni 30 giorni. Anche in questo caso, essendo sostanzialmente la stessa azienda, se si avranno modifiche contrattuali verranno comunicate direttamente al consumatore stesso.
  • TIM: l’operatore telefonico italiano ha già annunciato che tutte le promozioni subiranno un aumento dell’8,6% rispetto all’attuale prezzo di listino. Se da un lato abbiamo il bastone, dall’altro arriva la carota, ecco che l’azienda ha deciso inoltre di aumentare proporzionalmente anche il numero di Giga, Minuti e SMS. In altre parole, pagherete di più al mese, ma annualmente godrete dello stesso quantitativo di contenuti di cui godete oggi.
  • Vodafone: al momento in cui vi scriviamo l’azienda ha ufficialmente annunciato che, a partire dal 5 aprile, tutte le offerte si rinnoveranno ogni mese con un canone maggiorato dell’8,6%. I prezzi, quindi, saranno più alti su base mensile, ma annualmente si pagherà esattamente come adesso.