invisibilità
Da un team di ricercatori inglesi guidati da un italiano nuovo studio sull’invisibilità

Il mantello dell’invisibilità non esiste ancora, ma sono molti i ricercatori che stanno studiando il modo di rendere invisibili gli oggetti. Se siete sempre stati gelosi del mantello di Harry Potter sappiate che presto, forse non tanto presto, potreste acquistarne uno nel negozio sotto casa. Un nuovo progetto di un team inglese, guidato da un italiano, ha realizzano nuovi materiali in grado di non riflettere la luce.

Si chiama Luigi La Spada, è italiano e vive a Londra. È emigrato per lavorare, come tanti altri “cervelli in fuga” ha trovato lavoro, per la precisione all’università Queen Mary di Londra dove sta portando avanti una ricerca sull’invisibilità che ha prodotto interessanti risultati. Lo studio è stato pubblicato sugli Scientific Reports di Nature si basa sulla propagazione delle onde superficiali per cui le applicazioni potranno essere molteplici.

Lo studio e la manipolazione delle onde superficiali è la chiave per sviluppare soluzioni tecnologiche e industriali nella progettazione di piattaforme di vita reale, per diversi campi di applicazione“,  ha dichiarato il team leader, Luigi La Spada, di un gruppo di ricercatori. Un oggetto è reso visibile grazie alla riflessione della luce che lo colpisce, perché diventi invisibile occorre che la luce lo “attraversi“.

Per fare in modo che un oggetto diventi invisibile i ricercatori hanno sperimentato un modo per “aggirare l’ostacolo” realizzando un materiale composito che fosse capace di farsi aggirare dalle onde superficiali. Il materiale, opera dello stesso team, è realizzato da vari strati di nanoparticelle, ognuno con caratteristiche elettromagnetiche differenti capaci di non riflettere la luce, ma di farla girare intorno al materiale e continuare il percorso oltre di esso.

Abbiamo dimostrato una possibilità pratica di utilizzare nanocompositi per controllare la superficie di propagazione delle onde attraverso la produzione di additivi“, spiega Spada. “Forse la cosa più importante è l’approccio utilizzato che può essere applicato ad altri fenomeni fisici che sono descritti da equazioni d’onda, come l’acustica. Per questo motivo, riteniamo che questo lavoro possa avere un grande impatto industriale“. La pubblicazione non entra nel dettaglio del funzionamento, è probabile che il materiale e la tecnica utilizzata verranno brevettati.

Sono diverse le ricerche in questo settore e la difficoltà maggiore è quella di rendere invisibili oggetti di grandi dimensioni. In una ricerca dello scorso anno un altro gruppo di ricercatori è riuscito a creare una pellicola, un vero mantello in questo caso, in grado di rendere invisibile un oggetto dalla dimensione di due cellule. Le applicazioni, come detto, sono molteplici perché la teoria matematica, l’equazione delle onde, è alla base di molte discipline dall’acustica, all’elettromagnetismo, alla trasmissione del calore.

La cattiva notizia è che i ricercatori hanno calcolato i limiti dei dispositivi di occultamento ed hanno trovato che, con le attuali tecnologie, non si è in grado di ottenere un mantello dell’invisibilità per gli esseri umani oppure per oggetti di grandi dimensioni come i carri armati in tutte le lunghezze d’onda. Bisognerà continuare ad invidiare Harry Potter e il suo mantello.