deepweb internet

Il Deep Web è il lato internet più nascosto e segreto dove è possibile trovare qualsiasi cosa dai contenuti illegali fino alle armi. Accessibile tramite appositi browser e motori di ricerca è conosciuto da ben 4,7 milioni di italiani.

Non esiste solamente l’internet che conosciamo dove è possibile trovare qualsiasi cosa utilizzando motori di ricerca come Google oppure Bing ma esiste anche il Deep Web “il lato oscuro di internet” dove ogni cosa è possibile anche quelle illegali.

ESET, nota società che si occupa di sicurezza informatica, lo scorzo Aprile 2016 ha condotto una ricerca (Gli Italiani e il Deep Web: riservatezza, curiosità, paure e libertà) davvero interessante dove è emerso che proprio nel nostro Paese le persone iniziano a parlare di questa rete così segreta e particolare. Sempre dall’indagine è stato evidenziato che la conoscenza del Deep Web è concentrata tra i ragazzi tra i 18 e i 35 anni, con un elevato titolo di studio e residente tra il centro e il sud Italia.

Internet, l’80 per cento degli italiani vuole più sicurezza

Interessante anche notare come il 26% degli intervistati abbia sentito o utilizzato i Bitcoin e ben il 17% conosce il Deep Web anche se la percentuale diminuisce per coloro che lo hanno utilizzato veramente.

Leggi anche:  Tre Italia, ecco come ottenere 50 GB per la navigazione internet

Il 45% delle persone sottoposte a questo esame ha evidenziato come il Deep Web sia identificato come un luogo utilizzato soprattutto per traffici illeciti mentre il 18% pensa che ci siano notizie non pubblicate sulla stampa ufficiale. Solo il 14% è convinto che utilizzare questo spazio consenta di navigare in totale anonimato mentre il 16% lo vuole utilizzare per sottrarsi alla censura.

 

Gli italiani dichiarano anche di conoscere tutte le principali questioni di cybersecurity, dallo spam (79%) e il furto di identità (71%) ai malware (67%) e alla problematica dell’adescamento online (42%). Ben l’80% degli internauti sarebbe pronto a rinunciare ad po’ di privacy sulla rete in cambio di un più severo controllo del web da parte degli organi di polizia.