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1 utente su 4 rimuove le app dopo un solo uso.

La società di analisi Localytics ha analizzato l’utilizzo delle varie app Android e iOS di terze parti da parte degli utenti. Quasi 1 utente su 4 non ha pazienza e tende ad eliminare una qualsiasi applicazione dopo averla utilizzata soltanto una volta.

Nel corso degli ultimi anni, il Google Play Store di Android e l’App Store di Apple sono stati senza ombra di dubbio i negozi virtuali di applicazioni Web, capaci di contenere complessivamente oltre 3 milioni di programmi. Tuttavia, buona parte di questi piccoli o grandi software viene rimossa praticamente subito.

Lo conferma anche Localytics, azienda specializzata nelle analisi di mercato. Prima di tutto, il 23% degli utenti elimina un’app appena scaricata, dopo averla usata soltanto una volta. I dati sono in leggero miglioramento rispetto al 2015 (25%), ma sono allarmanti se si paragonano al 2014 (20%). I motivi di questo trend sono riconducibili ad uno spazio di archiviazione insufficiente, ad una scelta infinita e alla nascita di software pensati per essere utilizzati soltanto in maniera casuale.

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Gli altri dati di Localytics sull’utilizzo delle app Android e iOS

Localytics aggiunge che il 38% degli utenti Android adopera un qualsiasi programma per più di 10 volte. Anche in questo caso si può parlare di un leggero miglioramento rispetto al 2015 (34%), ma resta il fatto che quasi due utenti su tre non vengono coinvolti da un qualsiasi software.

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Persino le applicazioni al culmine della loro crescita (tra i 15 mila e i 50 mila utenti attivi mensili) stanno facendo segnare una netta flessione. Quest’ultima è dovuta alle notifiche push, ai messaggi in-app e alle email promemoria tanto odiati da buona parte dell’utenza. Nonostante ciò, i software con messaggi in-app riescono in qualche modo ad attrarre gli utenti e a fare in modo che li utilizzino per più di dieci volte.

Per ovviare a queste difficoltà, Google Apple stanno pensando ad alcune contromisure. L’azienda di Mountain View ha lanciato le Android Instant Apps, grazie alle quali un utente può provare un’applicazione senza nemmeno doverla installare. Dall’altra parte, il colosso di Cupertino sta riflettendo sull’adozione di una soluzione simile. Entrambe le realtà corrono il rischio di perdere l’interesse degli sviluppatori a realizzare nuove app per le rispettive piattaforme.