Università del Wisconsin fa causa ad Apple e chiede 862 mln di dollari

Apple rischia si sborsare fino a 862 milioni di dollari di danni dopo che una giuria statunitense ha appurato che la società ha utilizzato una nuova tecnologia senza il permesso dell’Università del Wisconsin, proprietaria del brevetto di molti chip si trovano in dispositivi come l’iPhone 6 e 6 Plus e diverse versioni dell’iPad.

La giuria di Madison (Wisconsin) ha anche stabilito che il brevetto, il quale migliora l’efficienza del processore, era valido. Il processo ora dovrà passare alla fase in dovrà essere determinata la quantità di denaro che Apple dovrà risarcire all’università.

Il Wisconsin Alumni Research Foundation (Warf) aveva citato in giudizio Apple nel gennaio 2014, in base alla violazione di del suo brevetto n.1998, per migliorare l’efficienza del circuito integrato.

La giuria è stata chiamata a valutare se i processori A7, A8 e A8X di Apple avessero violato il brevetto. Apple da parte sua ha negato qualsiasi violazione e ha sostenuto che il brevetto non era valido. Apple ha già cercato di convincere l’Agenzia Federale dei Brevetti di rivedere la validità del brevetto, ma nel mese di aprile l’Agenzia aveva respinto la richiesta.

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Secondo una recente sentenza del giudice distrettuale William Conley – che presiede il caso – Apple, se ritenuta responsabile, dovrà versare un risarcimento massimo di 862.4 mln di dollari.

Conley ha stabilito che il processo si svolgerà in tre fasi: l’accertamento delle responsabilità, quello dei danni e, infine, accerterà se Apple ha violato il brevetto volontariamente, opzione che potrebbe portare a sanzioni superiori.

La battaglia legale tra Warf e Apple non si ferma qui. Infatti a settembre l’università del Wisconsin ha depositato una causa separata che riguarda anche i processori A9, presenti sui nuovi iPhone 6S e 6S Plus. E nella guerra dei brevetti c’è ancora aperta la partita con Ericsson.