Il 38% delle pagine Web delle informazioni in esso contenute è scomparso in 10 anni
Il 38% delle pagine Web delle informazioni in esso contenute è scomparso in 10 anni

Internet sta scomparendo e non è colpa di un disservizio di Google né del recente leak di informazioni relative al motore di ricerca. Gli appassionati di tecnologia discutono di questo scenario preoccupante a causa di uno studio del Pew Research Center che esamina l’evoluzione del Web negli ultimi 10 anni, dal 2013 al 2023.

Nel mentre, si parla sempre più del concetto di “possesso” dei contenuti digitali. Un esempio recente è il videogioco The Crew, che non sarà più giocabile nel 2024. Questi sviluppi ci costringono a riflettere sul fenomeno del decadimento digitale.

 

Il 38% delle pagine Web è scomparso in 10 anni

La fine dei supporti fisici, ormai di nicchia, ci spinge sempre più verso l’era digitale. Anche i più affezionati a CD, DVD, Blu-ray e riviste cartacee devono ormai affidarsi a Internet per un’esperienza completa. Il costante rilascio di aggiornamenti software, i videogiochi in esclusiva digitale come Alan Wake 2, e le informazioni in tempo reale rendono indispensabile la connessione al Web.

Tuttavia, secondo lo studio del Pew Research Center, il 38% delle pagine Web esistenti nel 2013 non era più accessibile nel 2023. Questo rappresenta una perdita significativa di informazioni, che include notizie dell’epoca, siti istituzionali e pagine social. Non sono poche le informazioni sparite, spesso irreperibili anche tramite strumenti come Wayback Machine. 

Certo, i quotidiani cartacei possono essere considerati “usa e getta” in una società perennemente alla ricerca di informazioni. Ma Internet, con la sua natura di archivio globale, ci ha forse illusi che tutto sarebbe durato per sempre? La scomparsa del 38% delle pagine Web significa che 4 su 10 non esistono più. Quante storie, informazioni utili e ricerche si celavano in quei contenuti ora dimenticati?

 

Un problema per la verifica delle informazioni

Un ulteriore dato allarmante è che il 54% delle pagine di Wikipedia ha almeno un link non funzionante nella sezione “Note“. Lo stesso accade per il 23% delle pagine Web di notizie. Ciò compromette la verifica delle informazioni, privandoci dell’accesso alle fonti originali e creando un potenziale “effetto telefono senza fili”.

Lo studio del Pew Research Center evidenzia il problema del decadimento digitale, ricordandoci l’importanza di preservare il passato. Internet non sta scomparendo nel vero senso della parola, e portali come Wayback Machine svolgono un ruolo cruciale in questo. Tuttavia, se vogliamo solide basi nell’era dei modelli di intelligenza artificiale, dovremmo impegnarci maggiormente nella conservazione dei contenuti digitali. Nei prossimi 10 anni, la società potrebbe fare molto meglio di quanto visto nel decennio appena trascorso.

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