ChatGPT in tribunale, diffamato un sindaco in Australia

La situazione che sta riguardando lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sembrerebbe essere ormai tutt’altro che chiara. Diverse nazioni si stanno adoperando per far sì che questa risorsa possa crescere nel migliore dei modi, alimentando quello che attualmente è il principale esponente ovvero ChatGPT. Diversi aspetti però non hanno convinto più paesi, con l’Italia in cima che è stata infatti il primo tra tutti a volere il blocco della nuova intelligenza artificiale di OpenAI. Sembrerebbe ormai imminente il volersi accodare di altri paesi, come ad esempio la Francia. 

Nel frattempo una situazione tragicomica si sarebbe verificata in Australia, dove un sindaco avrebbe dichiarato di avere l’opportunità di procedere con la citazione in giudizio per OpenAI. Il tutto nel caso in cui l’azienda non dovesse andare a correggere delle false affermazione di ChatGPT, visto che l’intelligenza artificiale sosterrebbe che il sindaco avrebbe scontato una pena detentiva per l’accusa di corruzione, fatto che in realtà risulta non veritiero.

 

Sindaco australiano pronto a citare ChatGPT, sarebbe una prima volta in assoluto

Alla celebre testata Reuters sono state rilasciate alcune dichiarazioni da parte dello studio legale a cui il sindaco si è affidato. Queste sono le parole di uno degli esponenti, James Naughton:

Sarebbe potenzialmente un momento storico, nel senso che sta applicando questa legge sulla diffamazione a una nuova area dell’intelligenza artificiale e della pubblicazione nello spazio IT. È un sindaco eletto, la sua reputazione è fondamentale per il suo ruolo”.

Ricordiamo dunque che la decisione di procedere utilizzando questo modus operandi potrebbe rappresentare una prima volta in assoluto.

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