La Corea del Nord sta sfruttando a suo favore gli attacchi informatici alle blockchain delle criptovalute per realizzare sempre più missili.

Gli esperti ritengono ci sia stata “una marcata accelerazione” della produzione di missili con l’aumento della popolarità delle criptovalute. La capacità del Paese di produrre materiali nucleari ha anche violato le normative del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un rapporto recente afferma che gli attacchi informatici, “in particolare sugli asset delle criptovalute”, abbiano un ruolo importante nel finanziare la produzione dei missili. Gli attacchi consentono alla Corea del Nord di continuare a cercare materiale e tecnologia in tutto il mondo, incluso l’Iran, per produrre armi.

Corea del Nord: attacchi alle criptovalute diventano fonte di guadagno per produrre missili

“Le nuove tecnologie includono anche un possibile veicolo con guida ipersonica, oltre a nuovi prototipi di missili e armi di vario genere. Il veicolo vanta un dispiegamento rapido, un’ampia mobilità (anche in mare) e una migliore resilienza”. La Corea del Nord da tempo continua a modernizzare le sue armi nucleari e missili balistici violando le sanzioni delle Nazioni Unite. Le criptovalute l’hanno solo reso più noto.

La società che prende il nome di Chainalysis ha dichiarato in un rapporto il mese scorso che gli hacker nordcoreani hanno rubato circa 400 milioni di dollari in criptovalute nel 2021. Il rapporto mostra che il Lazarus Group, una famigerata unità di criminalità informatica sponsorizzata dallo Stato, era dietro la maggior parte dei principali attacchi digitali.

“Una volta che la Corea del Nord ha ottenuto i fondi per il risarcimento, ha avviato un attento processo per incassare i profitti”, afferma il rapporto Chainalysis. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva notato nel 2019 che la Corea del Nord aveva guadagnato circa 2 miliardi di dollari in tre anni attraverso attività informatiche illegali. Sono stati successivamente utilizzati per realizzare armi.

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