Motorola sta procedendo su una strada interessante nel segmento smartphone: il suo focus nel campo del display e della fotocamera comincia a far vedere i suoi frutti. Motorola Edge 20 Pro viene proposto con una dotazione estremamente interessante, con un display da 144Hz e un processore estremamente bilanciato e senza dubbio da preferire all’ormai provato e riprovato Snapdragon 888. Ma tutto questo arriva ad un costo: quello di fare dei compromessi su determinati aspetti, che potrebbero o meno rappresentare punti focali per alcuni utenti, come ad esempio quello audio e quello di una stabilizzazione per il sensore principale, che forse avrebbe fatto una grande differenza nelle prestazioni generali del device.

Design e sensore di sblocco

Il lavoro svolto da Motorola sul design di questo device si è incentrato principalmente sull’aspetto di una colorazione e di una finitura perfettamente riuscita. Le sensazioni con la nostra versione blu sono state eccellenti, con una qualità costruttiva di alto livello e una finitura opaca sul retro che, sebbene tenda a raccogliere moltissime impronte, è davvero molto bella da vedere. Le dimensioni sono compatte e le cornici, con la loro finitura lucida e squadrata, forniscono un buon grip senza dare fastidio in mano: 163 x 76, con uno spessore di 7,99mm e un peso di 185g lo rendono adatto alla maggior parte degli utenti, con un rapporto dimensioni/peso ben equilibrato anche nell’utilizzo prolungato.

Dove questo design comincia ad incontrare delle scelte discutibili è sotto il profilo del posizionamento dei pulsanti sul frame: uno dedicato all’attivazione dell’assistente Google sul lato sinistro, due pulsanti invece sul lato destro per sblocco e controllo del volume che sono posizionati troppo in alto per essere confortevoli a sufficienza. Per raggiungerli, anche per chi ha le mani molto grandi, si deve fare qualche manovra di troppo e spesso ci si trova a mancarli proprio a causa del posizionamento eccessivo verso l’alto: nulla che un po’ di abitudine non possa risolvere, ma è giusto farne riferimento per darvi la possibilità di considerare ogni aspetto, anche nei dettagli. Sul lato inferiore infine troviamo l’altoparlante mono, connettore USB Type C per ricarica e connessione al pc, microfono e slot per doppia sim senza espansione della memoria.

Motorola Edge 20 Pro supporta anche la certificazione IP52, che lo rende a prova di schizzi, mentre il sensore di sblocco con l’impronta digitale è posizionato sotto il pulsante di sblocco e non sotto il display. La sua efficacia è buona sia per quanto riguarda la riconoscibilità, con 99 sblocchi su 100 nella prova dedicata, sia per la velocità di sblocco, leggermente superiore alla media nella sua categoria. Dove ci sarebbe qualcosa da ridire è ancora una volta nel posizionamento del pulsante, che essendo spostato troppo in alto, nell’uso quotidiano porta ad un numero di riconoscimenti falliti con l’impronta ben più alti rispetto a quelli della prova dedicata. Ancora una volta un po’ di abitudine tende a risolvere questo aspetto, anche se un posizionamento più pensato avrebbe portato ad eliminare questi problemi in partenza.

Display da 144Hz

Il pannello da 6,7″ Max Vision OLED di questo Motorola Edge 20 Pro cela una caratteristica incredibile: raggiunge un refresh rate da 144Hz con una profondità colore a 10 bit, una risoluzione FHD+ con rapporto di schermo di 20:9 e supporto ad HDR10+. Dalle specifiche potrebbe sembrare uno schermo dalle caratteristiche incredibili e in grado di sfruttare perfino un refresh rate adattivo da 48Hz a 144Hz, eppure poi dalla prova reale nell’utilizzo quotidiano ne emerge un display totalmente in linea con quella che è la sua categoria di appartenenza. Sebbene i colori siano profondi e contrastati al punto giusto grazie alla tecnologia OLED, i neri perfetti e il refresh rate altissimo, la luminosità limitata poco al di sotto dei 700nits non lo rende così brillante e acceso come tanti altri, e di conseguenza i contenuti HDR10+ non avranno un effetto completamente supportato da una luminosità al top.

Gli angoli di visione sono buoni e la luminosità è sufficiente anche per una lettura sotto il sole diretto; tuttavia con una buona quantità di riflessi a volte diventa difficile leggere i contenuti mostrati. Il rapporto tra il corpo del dispositivo e il pannello è del 91%, con una superficie sfruttata quasi al massimo, con delle cornici sottili sui lati, meno invece sul lato superiore e inferiore. Sotto il fronte gaming invece la sensibilità al touch raggiunge una frequenza di aggiornamento massima di 576Hz, ottima perfino per i giochi più veloci e competitivi.

Prestazioni e caratteristiche

Se ci seguite da qualche tempo avrete ormai imparato a conoscere la nostra linea di pensiero riguardo i processori mobile di questo 2021: lo Snapdragon 888 in troppe occasioni si è rivelato un prodotto estremamente potente, ma a discapito delle temperature e dell’autonomia. Per questo motivo quando vediamo un dispositivo nella fascia alta del mercato con CPU come Dimensity 1200 o Snapdragon 870, tiriamo sempre un sospiro di sollievo. Infatti, questo tipo di processori riesce a garantire delle ottime prestazioni per il 99% degli utenti, controllando alla perfezione anche quegli altri aspetti, importanti allo stesso modo se non di più, rispetto alla potenza bruta computazionale.

Per questo motivo la scelta di montare lo Snapdragon 870, supportato da 12GB di ram LPDDR5 e 256GB di memoria interna con tecnologia UFS 3.1 ci è sembrata la più sensata e soprattutto la migliore, considerando le prestazioni complessive e il pacchetto generale del device. I 12GB di ram di ultima generazione garantiscono una funzionalità eccellente in multitasking e nel recupero delle applicazioni dal background, mentre la memoria interna da 256GB rende di fatto inutile la necessità di uno slot per memoria espandibile.

Nei nostri test 3D Mark per la grafica e il gaming i risultati sono stati molto buoni, con valori di 4294 punti per Wild Life e 1234 punti per Wild Life Extreme. Negli stress test di 20 minuti le temperature non hanno mai superato i 45° e la stabilità del processore ha raggiunto valori eccellenti superiori al 99%. Anche nel test del Throttling della CPU non abbiamo notato cali di alcun tipo anche con operazioni prolungate di 15 minuti e in mano Motorola Edge 20 Pro è sempre stato confortevole sotto il profilo temperature, senza darci fastidio o farci sudare eccessivamente. L’unico inconveniente di un telefono altrimenti molto buono è quello del mancato supporto ad alti refresh rate per i principali giochi sul mercato: in ogni caso gli FPS saranno fermi a 60, vanificando quindi la potenza del processore e la possibilità di raggiungere 144Hz, se non nei menù di sistema.

Peccato che il device arrivi con Android 11 aggiornato alle patch di sicurezza del 1 agosto 2021 e non invece con Android 12, che speriamo possa arrivare presto su questi nuovi modelli presentati borderline vicinissimi alla presentazione e alla prima diffusione del nuovo sistema operativo. Il sistema è uno dei meno personalizzati tra tutti quelli provati, con un’esperienza paragonabile quasi a quella di un telefono stock Google come i vari Pixel phone. Non si notano impuntamenti, lag o problemi di alcun tipo, e la presenza di un tasto dedicato per l’attivazione dell’assistente fornisce un elemento di controllo in più per Edge 20 Pro. Per ciò che resta, il device supporta le reti 5G di nuova generazione (senza supporto mmWave), Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.1. La qualità in chiamata per la ricezione e i microfoni è buona e anche negli ambienti più rumorosi non abbiamo avuto problemi a fare e ricevere chiamate.

Batteria

Incluso nella confezione un caricabatterie da 30W, oltre al cavo USB per la ricarica e perfino un cavo Ready-For HDMI (molto utile per condividere il proprio schermo con il pc, il laptop o anche un televisore). La batteria integrata è da 4500mAh e si ricarica da 0 a 100% in poco più di un’ora: a livelli di consumi lo Snapdragon 870 fa un ottimo lavoro nella resa quotidiana spalmata su diverse ore di utilizzo, un po’ meno invece nello stress test, dove ha dimostrato di consumare abbastanza (meno dell’888, ma comunque in maniera consistente). Per venti minuti di stress test con audio e luminosità al 50% ha consumato il 10-11% circa, laddove invece l’888 ci ha sempre dimostrato di consumare intorno al 15-16% (sappiamo bene che la variazione percentuale non indica perfettamente il consumo scientifico, dato dal rapporto tra la capacità della batteria e il consumo energetico in Watt, ma in questo modo è più facile capire per grandi somme un’idea di consumo). Ci ha garantito in ogni caso una giornata stress di utilizzo senza particolari problemi, compreso un po’ di gaming, cambio di varie celle per la sim, messagistica, streaming video e perfino video e foto.

Fotocamere e sensore

Bilanciato a metà il lato fotocamere di questo Edge 20 Pro: da una parte troviamo un sensore da 1/1.52″ con risoluzione di 108MP e tecnologia Ultra Pixel, che però non presenta una tecnologia OIS integrata; poi Motorola ha inserito un sensore telephoto da 8MP con stabilizzazione OIS; e infine un sensore grandangolare da 16MP. Nella resa reale il sensore principale garantisce dei buoni scatti, molto equilibrati e soprattutto con un livello di correzione e di aggiustamento del contrasto inferiore ai competitor e apprezzabile nella resa più naturale delle fotografie. Tuttavia, le sue prestazioni in condizione di scarsa luce non brillano particolarmente: ovviamente la resa al buio è buona, il rumore ridotto al minimo e l’immagine ne esce ben godibile, ma tutto questo a patto di avere una mano molto ferma. Al minimo movimento si avrà una piccola perdita di nitidezza e nei peggiori dei casi la fotografia è uscita leggermente mossa, costringendoci a rifarla.

La fotocamera grandangolare, nonostante la risoluzione da 16MP, non ci ha impressionato in positivo con un livello di nitidezza inferiore rispetto alla concorrenza e una resa nei colori e nei contrasti profondamente diversa rispetto alla fotocamera principale. La differenza tende ad accentuarsi con il calare della luce, laddove al buio e in situazioni di interno il grandangolo tende a restituire delle fotografie più spente e con più rumore. Il Telephoto invece garantisce delle ottime fotografie fino a 5X, ben contrastate, senza effetto mosso grazie alla stabilizzazione OIS, e anche molto più nitide rispetto ad esempio ad Oppo Reno 6 Pro e similari. Lo zoom si spinge fino al 50X, perdendo di nitidezza con l’aumentare del valore, ma garantendo comunque degli scatti usabili anche al massimo delle sue possibilità.

La fotocamera anteriore da 32MP ci ha convinto grazie a dei selfie molto precisi e in cui l’AI interviene poco, lasciando l’immagine più naturale sia nei colori che nella resa della pelle. Inoltre, la risoluzione di 32MP permette di ottenere maggiori dettagli e dei crop più sfruttabili in diverse situazioni.

Infine, anche il lato video è stato ben implementato, con risoluzioni di ripresa fino all’8K a 24FPS, 4K a 60FPS e 1080p a 60FPS (con la possibilità di gestire anche le altre lenti e non solo quella principale). Buona quindi la resa, con lo sweet spot che si trova nella resa del 4K a 60FPS per fluidità e qualità dell’immagine, ma che non delude nemmeno in FHD.

Conclusioni e prezzo

Insomma, un telefono che in fin dei conti ci ha convinto e che con i recenti e futuri sconti si fa apprezzare nel suo segmento. Il prezzo di listino si attesta sui 699 euro, ma è sceso in poche settimane ufficialmente intorno ai 600 euro e con uno street price inferiore ai 550 euro. Una notizia positiva per gli interessati che potrebbero ben presto ritrovarsi tra le mani un ottimo smartphone, con un occhio particolare al display, alle prestazioni dell’870 e con una buona fotocamera spendendo il giusto, senza pretese nei confronti della fascia ultra del mercato.

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