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Le informazioni circa la campagna vaccinale in Italia sono in continuo divenire. Da qui ai prossimi mesi, i vaccini ad mRNA, Moderna ma soprattutto Pfizer, caratterizzeranno le immunizzazioni di gran parte della popolazione. Il siero statunitense sarà utilizzato, in determinate circostanze, anche per chi ha ricevuto prima dose AstraZeneca ed è aperto il dibattito su una possibile terza somministrazione.

 

Pfizer, il mix con AstraZeneca e il dibattito sulla terza dose

L’idea di una vaccinazione doppia con prima dose di AstraZeneca e seconda dose di Pfizer nasce dalla mancanza di effetti collaterali gravi per il farmaco americano. La vaccinazione eterologa si rivela particolarmente vincente per gli under 60, considerate anche i rarissimi effetti collaterali di AstraZeneca che hanno portato anche a casi di trombosi, talvolta fatali. I dati scientifici, non ultimi quelli apparsi su Lancet, sottolineano una copertura maggiore contro il virus per chi si è esposto alla doppia somministrazione con Pfizer e AstraZeneca.

Il vaccino di Pfizer, come raccomandato anche dalla comunità scientifica, ha una copertura assicurata anche con le diverse varianti del virus. Il siero è utile quindi anche per contrastare la nuova variante Delta, oggi preponderante in Europa e nel mondo occidentale. Tuttavia, la copertura e la protezione dal contagio potrebbero scemare nel corso dei mesi.

Alcune nazioni, tra cui Israele, Regno Unito, Francia e Germania, hanno aperto ad una terza dose di Pfizer per i più fragili e per i soggetti in età avanzata. La terza dose serve proprio per rafforzare la protezione, in vista di una possibile nuova impennata di contagi nel prossimo autunno.