blankUno dei supercomputer con IA più potenti al mondo sta diventando un valido alleato per i nuovi studi in campo astrofisico, oltre ai vari progetti mirati a salvaguardare l’ambiente e le recenti iniziative nel mondo tech.

Il Perlmutter, un supercomputer costruito da Hewlett-Packard, è stato presentato al National Energy Research Scientific Computing Center (NERSC) in California. Potremmo definirlo “il più veloce del pianeta“, secondo Nvidia, celebre produttore di chip. “Aiuterà ad ispirare la prossima generazione di scienziati e innovatori”, afferma David Turk. “Continuando a migliorare e distribuire strumenti come questo, i nostri laboratori diventeranno sempre più adatti per topic come i cambiamenti climatici, la sicurezza in campo informatico e tanto altro”.

Supercomputer con IA: il Perlmutter già al lavoro per mappare l’universo e stravolgere la concezione che abbiamo del mondo

Il dispositivo è alimentato da 6.159 unità di elaborazione grafica Nvidia A100 Tensor Core. Il sistema, che prende il nome dall’astrofisico vincitore del premio Nobel Saul Perlmutter, sarà immediatamente messo al lavoro su un compito non meno importante della creazione di una mappa 3D dell’universo. Il progetto coinvolgerà il supercomputer con IA nell’elaborazione dei dati dello spettroscopico, uno strumento in grado di catturare immagini di circa 5.000 galassie in una singola esposizione.

Un altro progetto lo vedrà protagonista nell’analisi delle interazioni subatomiche tra le fonti di energia. L’obiettivo è sviluppare batterie migliori e, potenzialmente, nuovi biocarburanti. “I supercomputer tradizionali riescono a malapena a gestire la matematica necessaria per generare simulazioni di pochi atomi in pochi nanosecondi”. Queste le dichiarazioni di Dion Harris, senior product marketing manager di Nvidia. Combinando le loro simulazioni altamente accurate con l’apprendimento automatico, gli scienziati possono studiare più atomi per periodi di tempo più lunghi.

“Questo nuovo supercomputer è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per gestire questi set di dati. Di conseguenza, ci aspettiamo nuove scoperte in cosmologia, microbiologia, genetica, scienze dei materiali e praticamente in qualsiasi altro campo a cui si possa pensare».