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L’incredibile aumento di valore dei Bitcoin di questi mesi, oltre il 300% solo da ottobre, ha fatto riscoprire alla Cina la passione per questa criptovaluta. Il problema è che nel paese il governo ha cercato di impedire questo genere di operazioni già nel 2017. Praticamente quattro anni fa era stato bloccato il mercato speculativo.

Da allora le cose si sono evolute e anche se non è completamente illegale, chi si muove in questi mercati lo fa cercando di evitare regole stringenti. Molte società che attraggono investitori per i Bitcoin lo fanno con sedi all’estero anche se sono completamente cinesi. Al tempo stesso, le chat su cui una volta gli entusiasti discutevano e che si erano completamente svuotate ora si sono riattivate. Questo preoccupa, ma perché?

 

I Bitcoin e la Cina

Prima di chiudere tutto quello relativo al mercato dei Bitcoin, in Cina si era concentrato il 90% delle operazioni globali per questa criptovaluta. Nel frattempo il mercato ora è diventato molto meno concentrato, ma con il ritrovato interesse ci potrebbe di nuovo essere uno spostamento con un rischio di flussi altissimi di volatilità. In aggiunta, nello specifico per quel paese, molti capitali stanno venendo confluiti all’estero, una pratica che al governo non piace assolutamente.

L’interesse ritrovato per i Bitcoin della Cina potrebbe sicuramente causare cambiamenti importanti alla valuta della moneta, cosa che si sta vedendo in realtà. Dopo una salita costante e con pochissime discese ora si sta assistendo a picchi positivi e negativi, ma con un valore medio che rimane lo stesso sul breve periodo.