signal

Una nuova app potrebbe sbaragliare la concorrenza delle più scaricate e usate chat di messaggistica istantanea presenti attualmente sul mercato, ossia WhatsApp e Telegram.

Si chiama Signal, e il punto di forza consiste in una privacy senza pari che i competitor non riescono ad offrire. Sicuramente WhatsApp rappresenta un’alternativa meno sicura di Telegram, ma entrambe non possono che scendere dal podio a confronto con questa nuova piattaforma, creata nientemeno che da uno dei due principali ex sviluppatori di WhatsApp, inventori della chat.

L’obiettivo è dunque quello di fornire agli utenti un’esperienza di utilizzo che garantisca il massimo rispetto della sicurezza delle conversazioni e dei contenuti delle stesse, nell’ambito di un software che concentra proprio in tal senso le maggiori risorse economiche.

Signal, l’app che sbaraglia la concorrenza di WhatsApp e Telegram è la più scelta tra i manager e i dirigenti

Proprio per questa sua policy, l’app è la preferita dei grandi manager d’azienda e dei dirigenti di società di qualsiasi tipo.

Nasce nel 2013 dall’idea di Moxie Marlinspike come software gratuito ed open-source, e successivamente si propone di impiegare il protocollo Open Whisper System.  qualcuno ne ricorderà il nome perché corrisponde allo stesso protocollo utilizzato da WhatsApp, e infatti viene implementato grazie all’aiuto di Brian Acton, ex co-founder dell’app.

Il salvataggio dei dati sul medesimo dispositivo, e non su un server esterno, oltre che l’impiego di metodi di crittografia estremamente aggiornati come il protocollo Extended Triple Diffie-Hellman (X3DH), l’algoritmo Double Ratchet e le pre-chiavi, integrati impiegando Curve25519, AES-256 e HMAC-SHA256 come primitive crittografiche, la rendono la scelta migliore per chi intenda proteggere al massimo i propri dati in tutta sicurezza.