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Durante questo weekend la Guardia di Finanza ha oscurato oltre 1000 siti web, IPTV e numerosi canali Telegram in seguito a una indagine sulla tutela della privacy e sulle frodi tecnologiche coordinata dalla Procura di Napoli. Nello specifico, l’oscuramento di tutte questi servizi è avvenuto lo scorso 7 novembre 2020 durante lo svolgimento di alcune partite di Serie A. Durante la visione di questi contenuti su alcuni siti pirata, alcuni utenti hanno infatti visualizzato un messaggio che li avvertiva di aver utilizzato un servizio illegale.

 

La Guardia di Finanza oscura oltre 1000 siti, IPTV e canali Telegram: cosa cambia ora per gli utenti?

Numerosi siti web, IPTV e anche tanti canali Telegram di trasmissioni streming sono stati oscurati durante lo scorso weekend dalla Guardia di Finanza. Gli utenti che stavano utilizzando questi servizi sono stati avvisati dell’oscuramento e ora, come dichiarato dalla stessa GdF, “i dati di accesso costituiscono materiale probatorio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”. Gli utenti che fino ad ora avevano usufruito di questi servizi illegali ora potrebbero rischiare molto. Sempre secondo quanto riportato nel messaggio, infatti, “la sottoscrizione o l’utilizzo di servizi di streaming illegale comporta la pena da sei mesi a tre anni e la multa da euro 2.582 a euro 25.822″.

Questa indagine riguarda una più vasta operazione dato che, secondo le fonti inquirenti, è emerso che potrebbero esserci dei collegamenti tra la vendita di questi contenuti a pagamento e la gestione degli abbonamenti illeciti da parte della criminalità organizzata. Come già accennato, il tutto si è svolto durante le partite di Serie A dello scorso Weekend, in particolare durante la partita Cagliari-Sampdoria. Luigi De Siervo, ovvero l’amministratore delegato della Serie A, ha così commentato l’accaduto: “Un grande ringraziamento da parte di tutta la Serie A per il prezioso lavoro che la Guardia di Finanza ha fatto e sta facendo per oscurare diverse IPTV che trasmettono illecitamente contenuti audiovisivi. La trasmissione e la visione delle nostre partite, attraverso servizi di streaming illegali, configura un vero e proprio atto criminale che comporta gravi conseguenze sia per le organizzazioni malavitose che le gestiscono sia per gli utenti che ne usufruiscono illegittimamente”.