Uno degli organi spesso dato per scontato ma che riveste un ruolo a dir poco fondamentale è sicuramente la pelle, essa infatti, oltre che a fungere da copertura per gli strati profondi del nostro organismo, fa anche da barriera fisica e biologica contro gli agenti esterni, sia che si tratti di agenti fisici/chimici che microbici.

Ovviamente, essendo sostanzialmente l’organo più in vista dell’organismo, essa riveste un  ruolo fondamentale anche dal punto di vista estetico e quindi relazionale, non a caso ora un punto fondamentale nel trattamento della propria persona viene rivestito dalle attenzioni da riservare alla propria pelle, in modo da mantenerla sempre curata e bella da vedere.

La minaccia delle cicatrici ai saluti ?

Ovviamente la pelle, in quanto tessuto vivente, a seguito di traumi che ne interrompono la continuità, va incontro a processi rigenerativi, i quali, a seguito di traumi leggeri e piccoli non lasciano alcuna traccia dal momento che il tessuto va incontro a rigenerazione completa, ma, in caso invece di traumi estesi e magari distruttivi, lasciano il classico segno distintivo, ovvero la cicatrice, rimasuglio di un processo di guarigione che è sfociato poi in riparazione, dove il tessuto nobile viene rimpiazzato con tessuto fibroso e collageno, il quale costituisce appunto la cicatrice.

Ovviamente la cicatrice, in quanto costituita da un aggregato fibroso è priva di tutte quelle strutture che rendono la pelle invece un tessuto attivo, esse sono infatti prive, oltre che di strutture microscopiche come pori piliferi, mancano anche delle cellule attive nella pigmentazione del tessuto, cosa che conferisce loro un colore fisso che non varia col variare del colore della pelle circostante, fattore che risulta drasticamente compromettente a livello estetico, sopratutto se parliamo di punti molto esposti.

A quanto pare però gli scienziati della Washington State University che, in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica eLife hanno pubblicato la loro ricerca su un fattore genetico che attiva la rigenerazione cellulare, consentendo dunque alla pelle di ricrescere e diventare come quella di un bambino.

Il fattore genetico in questione si chiama Lef1 ed è coinvolto nello stimolare la formazione dei follicoli piliferi durante la crescita cutanea, dopodiché nel tessuto adulto viene silenziato e spento.

I ricercatori sono riusciti a riattivarlo nei topi adulti e hanno riscontrato che la pelle degli stessi andava incontro a rigenerazione completa senza lasciare alcuna cicatrice.