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Per chi non lo sapesse, negli Stati Uniti, in diverse grosse città, sono partite delle rivolte a causa dell’ennesima morte brutale e senza senso di un afroamericano da parte della polizia. La reazione da parte di tutta la comunità è stata rapida e violenta e in molti casi e sfociata in qualcosa che non c’entra niente con le proteste in sé. In ogni caso, anche Anonymous è sceso in campo.

Sceso in campo si fa per dire, ma il famoso gruppo di hacker ha preso una posizione, quella dei manifestanti. Il gruppo ha promesso una punizione per chi ha causato la morte dell’uomo, George Floyd. Il risultato è stato buttare giù tutti i siti collegati al dipartimento di polizia a alla città di Minneapolis, città dove è avvenuto il fatto.

 

Anonymous, gli hacker dalla parte dei cittadini

L’attacco è stato annunciato dalla pagina ufficiale di Facebook del gruppo con un video messaggio nel solito stile. “Non ci fidiamo della tua organizzazione corrotta per realizzare giustizia, quindi esporremo i tuoi numerosi crimini al mondo. Siamo una legione. Aspettaci“. In poco tempo è stato visto oltre 2 milioni di volte.

In generale, la morte dell’uomo ha causato un’ondata di indignazione un po’ tutto il mondo, anche nel nostro paese. In Germania, per esempio, anche alcuni calciatori hanno preso posizione con dei gesti simbolici o con delle scritte sulle maglie.

Si tratta dell’ennesimo caso di brutalità da parte della polizia americana e questa volta ha causata una serie di rivolte di proporzioni inimmaginabile, il problema è che gli Stati Uniti si trovano ancora nel pieno dell’emergenza coronavirus. Tra due settimane si vedranno i risultati anche dal punto di vista dei contagi.